Casting x francais escort girl st flour

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I calzoni li hai calati. Ti ricordi la fuga ingloriosa. Siete proprio due sporche figure. No, per quante moine facciate. Se Benito ci ha rotto le tasche. Non ti ricordi il 31 dicembre,. Che trasportavano migliaia di tedeschi,. E da San Giacomo e poi la Riboira. Castellare, Madonna dei Boschi. La s'infuriava la grande battaglia. Dopo tre giorni di lotta accanita.

Non son riusciti con la loro barbaria. Povere mamme che han perso i lor figli. Povera Boves ch'è tutta distrutta. Se il cielo fosse bianco di carta. Quasi ogni notte, come un rito,. Franz ride e lanci una carota. Due ragazzi sono fuggiti: Nosotros nacimos de la noche. Para quienes se niega el día. Para quienes es regalo la muerte.

Para todos la luz. Para nosotros la alegre rebeldía. Nuestra lucha es por la vida y el mal gobierno oferta muerte como futuro. Nuestra lucha es por la justicia y el mal gobierno se llena de criminales. Nuestra lucha es por la historia y el mal gobierno propone olvido.

Nuestra lucha es por la paz y el mal gobierno anuncia muerte y destrucción. Somos la dignidad rebelde. El corazón olvidado de la patria.

Non morirà il fiore della parola. Potrà morire il viso nascosto di chi oggi la dice, ma la parola che è venuta dal profondo della storia e della terra non potrà essere strappata via dal potere e dalla sua superbia. Della notte noi siamo nati. In essa viviamo, in essa moriremo. Ma domani, per gli altri, vi sarà la luce, per tutti coloro che, oggi, piangono la notte. Per coloro cui viene negato il giorno. Per coloro cui la morte è un regalo. Per coloro cui la vita è proibita.

Per tutti la luce. La nostra lotta è per la vita, ed il malgoverno offre morte come futuro. La nostra lotta è per la giustizia, e il malgoverno si riempie di criminali ed assassini. La nostra lotta è per la storia, e il malgoverno propone dimenticanza. La nostra lotta è per la pace, e il malgoverno annuncia morte e distruzione.

Siamo la dignità ribelle. Il cuore dimenticato della patria. Versione inglese di Riccardo Venturi. The flower of the word will not die. Maybe, the hidden face of all those, who say it now, will die, but the word coming from the depths of history and of the earth cannot be uprooted by the arrogance of power.

From the night we came. In the night we live, in the night we shall die. But, tomorrow, the ligh will shine for the others, for all those who are crying in the night, today.

For all those who are denied the daylight. For all those who see death as a welcome gift. For all those who are forbidden to live. For all the people, the light. For all the people, everything.

For us, the gay rebellion. Our struggle is for life, and a bad government gives us death for the future. Our struggle is for justice, and a bad government is filled with criminals and assassins.

Our struggle is for memory, and a bad government offers oblivion. Our struggle is for peace, and a bad government announces death and destruction. We bear the dignity of rebellion. We are the the forgotten heart of our fatherland. La fleur de la parole ne mourra pas. Nous sommes nés de la nuit. Dans la nuit nous vivons, dans la nuit nous mourrons.

Pour tous ceux à qui le jour est nié. Pour tous ceux qui voient la mort comme un beau cadeau. Pour tous ceux à qui la vie est interdite. La lumière pour tout le monde. Tout pour tout le monde. Pour nous, la joyeuse rébellion. Notre combat est pour la paix, et un gouvernement méchant annonce la mort et la ruine.

Pour nous, la gaie rébellion. Nous sommes la dignité de la rébellion. Versione tedesca di Riccardo Venturi. Die Blume des Wortes wird nicht sterben. Versione olandese di Eliza Wouters-Dijksmuide. De bloem van het woord zal niet sterven. Wat kan sterven is het verborgen gezicht van wie vandaag het zegt, maar het woord, dat uit het diepst van de geschiedenis en van de aarde is gekomen, kan niet meer ontworteld worden door de verwaandheid van de macht.

Uit de nacht komen we. In de nacht leven we, in de nacht zullen we sterven. Maar morgen, voor de anderen zal er licht zijn, voor allen die vandaag in de nacht huilen.

Voor allen die van de daglicht worden beroofd. Voor allen, die de dood voor een geschenk houden. Voor allen, aan die het leven is verboden. Voor ons, een vrolijke opstand. Ons gevecht is voor het leven, en een boze regering geeft dood als toekomst. Ons gevecht is voor het recht, en een boze regering vult zich met misdadigers en moordenaars. Ons gevecht is voor het herinneren, en een boze regering biedt ons het vergeten aan.

Ons gevecht is voor de vrede, en een boze regering kondigt dood en verwoesting aan. Wij zijn de menselijke waardigheid, die staat op. Het vergeten hart van het vaderland. Versione bretone di Gwenaëlle Rempart. Ne varvo ket bleuñv ar gomz.

Ganet e oamp bet eus an noz. Enni e bezomp, enni e varvimp. Evit ar re a ziouer gouloù an heol. Evit ar re a dremen ar marv evel ur prof. Evit ar re a zo difennet ouzh bevañ.

Ar gouloù evit an holl. Kement tra evit an holl. Evidomp, ar reveulzi laouen. Hon emgann a zo evit ar vuhez, hag ur gouarnamant drouk a ginnig deomp marv e-giz dazont. Hon emgann a zo evit ar reizh, hag ur gouarnamant drouk a garg gant torfedouroù ha muntrerien. Kalon disoñjet ar vammvro. Da Creuza de mä, ovviamente…. Teste fascië 'nscià galéa. E au postu d'i anni ch'ean dedexenueve. E suttu u timun du gran cäru. E digghe a chi me ciamma rénegôu.

Termine indicante un individuo che mangia smodatamente. Teste fasciate sulla galea. E al posto degli anni che erano diciannove. E digli a chi mi chiama rinnegato. Una celebre canzone dedicata ai desaparecidos cileni e argentini, soprattutto, alle loro coraggiose donne —madri, mogli, compagne, figlie- che non hanno mai cessato di reclamare notizie sulla loro sorte, anche a costo della loro vita e della loro libertà si pensi solo alle madres de plaza de Mayo argentine.

La canzone è sul ritmo di una cueca , una danza popolare cilena. Why are these women here dancing on their own? Why is there this sadness in their eyes? Why are the soldiers here. Their faces fixed like stone? I can't see what it is that they despise.

They're dancing with the missing. They're dancing with the dead. They dance with the invisible ones. Their anguish is unsaid.

They're dancing with their fathers. They're dancing with their sons. They're dancing with their husbands. They dance alone, they dance alone. It's the only form of protest they're allowed. I've seen their silent faces they scream so loud. If they were to speak these words they'd go missing too. Another woman on the torture table what else can they do. One day we'll dance on their graves.

One day we'll sing our freedom. One day we'll laugh in our joy. Ellas danzan con los desaparecidos. Ellas danzan con los muertos. Ellas danzan con amores invisibles. Ellas danzan con silenciosa angustia. Danzan con sus padres. Danzan con sus hijos. Danzan con sus esposos. You've sown a bitter crop. It's foreign money that supports you.

One day the money's going to stop. No wages for your torturers. No budget for your guns. Can you think of your own mother. Dancin' with her invisible son. Perché queste donne stanno ballando da sole? Perché hanno questa tristezza negli occhi? Chi sono questi soldati. Non posso vedere quel che disprezzano,.

Stanno ballando coi loro padri. Stanno ballando con gli scomparsi. Un giorno balleremo sulle loro tombe. Let us turn our thoughts today. To Martin Luther King. And recognize that there are ties between us. All men and women. Living on the Earth. Ties of hope and love. That we are bound together. In our desire to see the world become. A place in which our children. Can grow free and strong. We are bound together. By the task that stands before us. And the road that lies ahead.

We are bound and we are bound. There is a feeling like the clenching of a fist. There is a hunger in the center of the chest. There is a passage through the darkness and the mist. And though the body sleeps the heart will never rest. Shed a little light, oh Lord. So that we can see. Just a little light, oh Lord. Wanna stand it on up.

Stand it on up, oh Lord. Wanna walk it on down. Can't get no light from the dollar bill. Don't give me no light from a TV screen. When I open my eyes. I wanna drink my fill. From the well on the hill. Do you know what I mean? Oh, Let us turn our thoughts today. Rivolgiamo i nostri pensieri oggi. I dollari non mi danno alcuna luce,.

Sapete quel che voglio dire? Passerà questo tempo indeciso. Motori già piu' veloci. Passeranno i tuoi occhi blu. Passeranno le stelle, le notti più scure, le paure. Passerà questo tempo infelice. Questo battere il piede per terra, la terra col piede.

Che hanno già camminato nel vento. Non si reggono in piedi. Passeranno le piogge d'inverno. Dietro ai vetri appannati. E un passare di stelle cadenti.

Passeremo anche noi, passeremo anche noi. Si alla fine anche noi, passeremo anche noi. Passerà questa strana fortuna, questa mediocrità.

Le invenzioni per pochi denari, questa normalità. E in un momento passerai anche tu. Passeranno i ricordi del cuore. E le strette di mano. Chi si lega ai ricordi si sa. La squallida stanza di un uomo. Che vive da solo. Passeranno poi tutte le cose. Nel bene e nel male.

Passerà un leggero sorriso. Che mi sembrerai tu. Passeranno le emozioni, giornate. E infinite stagioni, passeremo anche noi. Per un lungo momento. Che ci vivono accanto. A dispetto del tempo. Passeranno le pioggie d'inverno. Gli amori cosi' all'improvviso. E di buona fortuna. Maledetto incidente stradale che ce lo ha portato via.

Lei sfogliava i suoi ricordi le sue istantanee i suoi tabu'. Aida come sei bella. Aida le sue battaglie i compromessi la povertà.

Aida la costituente la democrazia e chi ce l'ha. La conosco cantata in inglese da Pete Seeger, è una vecchia canzone libertaria dell'area alpina di lingua tedesca Baviera, Austria, Svizzera tedesca, Südtirol - l'avrà fischiettata anche Andreas Hofer contro Napoleone, boh? In realtà il testo risale a circa il e fu per la prima volta diffuso su dei fogli volanti. Die Gedanken sind frei, wer kann sie erraten. Ich denke was ich will, und was mich beglücket,.

Mein Wunsch und begehren kann niemand verwehren,. Und sperrt man mich ein im finsteren Kerker,. Denn meine Gedanken zerreissen die Schranken. Drum will ich auf immer den Sorgen entsagen,. Man kann ja im Herzen stets lachen und scherzen und. Ich liebe den Wein, mein Mädchen vor allem,. Ich bin nicht alleine bei meinem Glas Weine: Versione inglese di Arthur Kevess.

Die gedanken sind frei. My thoughts freely flower. My thoughts give me power. No scholar can map them. No hunter can trap them. No man can deny.

I think as I please. And this gives me pleasure. This right I must treasure. My thoughts will not cater. To duke or dictator. Tyrants can take me. And throw me in prison. My thoughts will burst forth. Like blossoms in season. And structures may tumble.

But free men shall cry. Versione italiana dalla versione inglese di Alex Agus. I pensieri sono liberi,. Penso quel che mi va di pensare,. I tiranni possono catturarmi. There's too many of you crying. There's far too many of you dying.

You know we've got to find a way. To bring some lovin' here today - Ya. We don't need to escalate. You see, war is not the answer. For only love can conquer hate. To bring some lovin' here today. Picket lines and picket signs. Don't punish me with brutality. Talk to me, so you can see. Oh, what's going on. Ya, what's going on. Ah, what's going on. In the mean time. Father, father, everybody thinks we're wrong.

Oh, but who are they to judge us. Simply because our hair is long. Oh, you know we've got to find a way. To bring some understanding here today. So you can see. Tell me what's going on. I'll tell you what's going on - Uh. Padre, padre, tutti pensano che abbiamo torto. The marching band came down along main street. I looked across and there I saw Billy. Billy don't be a hero,. Billy don't be a hero come back to me". The soldiers blue were traped on a hill side. The seargent cried "we've got to hang on boys.

I need a volunteer to ride up. Forgetting all the words she said. I heard his fiancée got a letter. I heard she threw the letter away. La banda percorreva a passo di marcia la strada principale. Billy non essere un eroe,.

E quando Billy si mise in cammino. I soldati in blu furono messi in trappola su una collina. Ho bisogno di un volontario che si metta a cavallo. Ho sentito che la sua fidanzata ha ricevuto una lettera. One Two Three Four If you cannot find Osama, Bomb Iraq. If the markets are a drama, Bomb Iraq. If the terrorists are frisky,. Pakistan is looking shifty,. North Korea is far too risky, Bomb Iraq. If we have no allies with us, Bomb Iraq. If we're thinkin' someone's dissed us, Bomb Iraq.

So to hell with the inspections,. Let's look tough for the elections,. Close your mind and take directions, Bomb Iraq. It's "pre-emptive non-aggression", Bomb Iraq. Let's prevent this mass destruction, Bomb Iraq. They've got weapons we can't see,. And that's good enough for me. If you never were elected, Bomb Iraq.

If your mood is quite dejected, Bomb Iraq. If you think Saddam's gone mad,. With the weapons that he had,. And he tried to kill your dad , Bomb Iraq. If your corporate fraud is growin', Bomb Iraq. If your ties to it are showin', Bomb Iraq. If your politics are sleazy,. And hiding that ain't easy,. And your manhood's getting queasy, Bomb Iraq. Fall in line and follow orders, Bomb Iraq. For our might knows not our borders, Bomb Iraq. We'll call it treason,. Let's make war not love this season,.

Even if we have no reason, Bomb Iraq. The Christian God's on our side, Bomb Iraq. Bless the weapons, take the ride and Bomb Iraq. Let the innocents be killed,. And lots of heathen blood be spilled,. Uno…due…un due tre quattro…. Se i terroristi sono ovunque,. Se il Pakistan sembra ambiguo,. E affanculo le ispezioni,. Hanno armi che non possiamo vedere,. Se pensi che Saddam è impazzito. Se i tuoi politici sono dei buoni a nulla. Che degli innocenti siano uccisi.

Banco del Mutuo Soccorso. Come si fa, ma come fanno gli angeli. Stringimi forte ora, che non mi sento di scappare. Chris Brown — Kate Fenner. La canzone si puo' scaricare da http: I will resist war. I will not be seduced by hate. I'll live in service. It's not just the bullets.

Se decidessi troppo tardi. Non sono solo i proiettili,. Oh, la verità…che cosa si deve fare? Hanno reso ciascuno di noi un bugiardo. Bla, bla, bla, bla, bla, bla, bla, bla, bla. Bla, bla, bla, bla, bla, bla,. Buongiorno Duca-Sire bonne soire ma guardi buongiorno, sono appena le tre.

Duca stia attento per carità ho detto che e' giorno e giorno sarà Mi spiace perché insisto buonasera sire bla, bla, bla. Una pattuglia, dieci plotoni.

Cinquanta pattuglie e sei. Vedremo chi la spunterà Felloni a morte è il nostro motto e non ci fermeremo, si sentiranno. Dieci pattuglie, cento plotoni. Mille pattuglie e sei battaglioni. Felloni a morte è il nostro grido e non ci fermeremo si sentiranno. Ma cos'è che non va stasera. Tu magari non hai capito. C'è sempre chi ne parla male. Tutto bene qui in occidente. Una bomba vorrai scherzare. Stai tranquilla non aver paura. Buona notte e sogni d'oro.

Dammi retta non ci pensare. Non guardarmi con gli occhi assenti. Buone notizie, è calma la città. Il re ha lasciato stanotte la città. Buone notizie, la festa ci sarà. Buone notizie che grande novità. Nel cielo suona una tromba. Ascolto l'eco dei tuoni. Ecco che il vento è cambiato.

E intanto gocciola il tempo. Ancora il vento è cambiato. Lo so non basta cantare. Notte poco adulta sopra un taxi compiacente. Dico - scegli tu, vai pure dove ti pare. E' tutto assai normale. Notte senza cuore, misteriosa come tante. Anche se il Presidente con voce naturale.

Notte primo amore, tu che muori domattina. So benissimo che la maggior parte delle persone di questo NG vomiterà al sol sentir nominare Max Pezzali. Purtroppo quest'autore, complici anche i singolacci pseudodance che fa uscire ogni anno, è poco considerato e molto molto vittima di luoghi comuni che lo identificano come cantante sfigato per ragazzini brufolosi.

Vi devo dire che invece se si comprano i suoi dischi e si eliminano i singoli qualcosa di buono veramente buono c'è! La canzone del subject è stata scritta a quattro mani da Max Pezzali e J. Ax degli articolo 31 ; non parla direttamente della guerra ecco il perchè del punto interrogativo nel subject ma è piuttosto un inno di rabbia contro tutto quello che c'è di sbagliato, e contro i sogni con cui molti miei coetanei sono stati drogati.

Sebbene non si parli di guerra penso possa essere comunque inserita in questo contesto. La parte finale in cui si invita a "scegliere se fare parte dell'ingranaggio o del piano di sabotaggio" è poi un chiaro invito a farsi sentire, un po' come stanno facendo milioni di pacifisti in tutto il mondo. Noi mentre il mondo va. Con quell'ansia dentro che.

Noi ma non siamo qui. Anni 80 basta panta zampa, pace, amore e yoga. Fox sullo skate era il tuo easy rider. Noi nel mondo digitale severo dove sei uno o sei zero. E ora che e' finito il rodaggio ci vuole coraggio: Guy Béart il cui vero cognome è Béhar è nato al Cairo il 16 luglio Figlio di un ingegnere e destinato lui stesso a studi di ingegneria, Guy Béart arriva in francia nel La morte del padre, nel , lascia tutta la famiglia in ristrettezze economiche, ed il giovane Béart il cui talento musicale ha già cominciato ad esprimersi è costretto a sbarcare il lunario in un ufficio.

Ma a partire dal si aprono per lui i cabaret della Rive Gauche ed il mitico teatro Bobino, quello in cui Brassens si è esibito fino alla morte. Nel la carriera artistica di Béart prende lo slancio definitivo, quando il produttore Jacquest Canetti gli fa registrare il primo album a cui collabora Boris Vian. Nel , la sua compagna Généviève Galéa dà alla luce una figlia: Nelle sue canzoni davvero tutto trova posto: La terre perd la boule Et fait sauter ses foules Voici finalement Le grand le grand Voici finalement Le grand chambardement Un grain de sable explose Un grain c'est peu de choses Mais deux mais dix mais cent Ça c'est intéressant Voyez messieurs mesdames Dans l'univers en flammes Entre les hommes-troncs La danse des neutrons C'est l'atome en goguette Le ping-pong des planètes La lune fait joujou Et met la terre en joue C'est la grande escalade Les monts en marmelade Sous le rayonnement Du grand du grand Sous le rayonnement Du grand chambardement Place pour le quadrille Des fusées des torpilles Ce soir c'est le grand bal La "der des der" globale Oyez les belles phrases La Chine table rase Se crêpant le chignon A coups de champignons Sur les montagnes russes Passées au bleu de Prusse Les bons gars du Far-West Ont bien tombé la veste Regardez qui décide Ce joyeux génocide Qui dirige vraiment Le grand chambardement Ciel!

Ce sont les machines Les machines divines Qui nous crient en avant En langue de savant Que les calculatrices Sur le feu d'artifice Alignent leurs zéros Comme des généraux Elles ont fait merveille Bravo pour ces abeilles!

Qu'on décore à cette heure Le grand ordinateur! Nous finirons la guerre Avec des lance-pierres Si nous vivons demain Nous en viendrons aux mains Si nous vivons demain Nous en viendrons aux mains. La terra perde la testa. Un grano di sabbia esplode. Vedete signore e signori. Avanti per la quadriglia. Udite le belle frasi,. E che si decori adesso. There is a small. He'd be invited in. In fifty or sixty. Or maybe one hundred. Shutters on the windows, no light at all.

Damp on the floor, you got damp in the bed. They're trying to get you crazy - get you out of your head. And they feed you scraps and they feed you lies.

To lower your defences - no compromise. Nothing you can do, the day can be long. Your mind is working overtime, your body's not too strong. Hold on, hold on, hold on, hold on, hold on, hold on. They put you in a box so you can't get heard. Let your spirit stay unbroken, may you not be deterred.

You have gambled with your own life. And you face the night alone. While the builders of the cages. Sleep with bullets, bars and stone.

They do not see your road to freedom. That you build with flesh and bone. They take you out and the light burns your eyes. To the talking room - it's no surprise.

Loaded questions from clean white coats. Their eyes are all as hidden as their Hippocratic Oath. They tell you - how to behave, behave as their guest.

You want to resist them, you do your best. They take you to your limits, they take you beyond. For all that they are doing there's no way to respond.

Hold on, hold on. Though you may disappear, you're not forgotten here. And I will say to you, I will do what I can do. You may disappear, you're not forgotten here. And I will do what I can do. E ti danno in pasto porcherie e bugie. Ti portano fuori e la luce ti brucia gli occhi. Anche se puoi scomparire, qui non sei dimenticato. Potrai scomparire, ma qui non sarai dimenticato. Armi di tutto il mondo. Se la bellezza è un coltello.

Che hai in mano. Se la pace ha una pistola. Scolpisce un nuovo bersaglio. Pa rankas dilezel ar ger. Ha mont d'ar brezel da bellvro. Ar c'hleier-galv a vralle taer. Ne zuas ket he gwaz en dro. Pa'c'h eo aet kuit da seitek vloaz. E oa koant' vel ur rozenn wenn. Lizher avat n'he deus bet biskoazh. He merc'h zo kollet da viken. Ha pa laoskas he mab barkoù. Da vont da vervel' vel an tad. An drez a greskas ene brajoù. Gant ar balan hag al linad. Bugale all zo aet da Baris. Bevan aman ne oa ket aes.

Skeud an Ankou zo war ar maez. He zi bet gwechall leun a vuhez. A zo digor d'an avel foll. A piv a gredo tamall neuze. M'he deus gwinardant war an daol? Evit dastun o fezhioù aour. Un toullad mat eus an aotronez. A oar ober teil gant ar paour. Arc' hoazh e vo kaset d'an ospis.

Hec'h-unan gant he c'halon yen. He bugale zo aet da Baris. Pe da lec'h all n'ouzon ket ken. Et partir à la guerre en pays lointain. L'appel du clocher sonnait violemment. Son homme ne revint jamais. Quand elle est partie à 17 ans. Elle était jolie comme une rose blanche. Aucune lettre elle ne reçut jamais. Sa fille est perdue pour toujours. Qui l'avvenire è già presente chi ha compagni non morirà. E tra di noi divideremo lavoro, amore, libertà. E insieme ci riprenderemo la parola e la verità.

Noi non vogliam sperare niente. Da continente a continente questa terra ci basterà. Testo trovato su Pino Masi. Noi siamo i proletari in lotta! Gli oppressi che hanno detto no! La forza immensa di chi vuole liberare la società! Dalle fabbriche, dalle campagne, nelle scuole e nei quartier, la coscienza degli sfruttati questo mondo trasformerà!

Mi fu a suo tempo comunicata da Ivonio Sestini, testimone delle lotte operaie a Piombino e Livorno negli anni dal al A most rare Italian version of the Internationale circulating in Leghorn Livorno in the immediate postwar years, on broadsides distributed by harbour workers. I was handed a copy of it by Ivonio Sestini, a witness of the workers' struggles in Piombino and Leghorn in the years between and Le rovine di Livorno.

Piazza Calamatta, presso il porto, giugno Avanti, al porto, al mare si va da tutta la città! Il popol vuole lavorare, e non esser mai più sfruttà. Forza, unione e organizzazione e lo sciopero general; avanti alla Rivoluzione, lottiamo pel nostro Germinal! Da Questa pagina , dove siamo per altro citati. Innanzitutto ci risultava inaccettabile il riferimento diretto al partito proprio in apertura della prima strofa. Anche il testo di Pottier parla di partito dei lavoratori, ma in modo inequivocabilmente antiautoritario.

Appare chiaro, leggendo il testo, che la concezione di partito dei lavoratori di Pottier doveva essere ben diversa dalla nostra. Vale la pena confrontare la prima strofa della versione del con quella italiana del In apertura del canto Pottier non parla di partito né di colori simbolici, ma di gente che lavora e tuttavia soffre una miseria insopportabile. Non si rivolge ai compagni, ma agli schiavi del lavoro, incitandoli alla giusta ribellione: A partire da queste riflessioni sulla prima strofa abbiamo scritto la nostra versione, ritornando alla fonti che sentivamo più vicine al nostro pensiero: Riproponiamo qui il testo di Pottier seguito dalla nostra proposta.

Avanti dannati ed oppressi nel cuore tuona la ragion diseguaglianza e sfruttamento col passato cancelliam L'Anarchia sarà emancipazione dallo Stato e schiavitù al vento bandiere rossonere fratellanza e nulla più.

Tutti uniti lottiamo il nostro fine sarà la rivoluzione sociale per l'intera umanità Tutti uniti lottiamo il nostro fine sarà la rivoluzione sociale per l'intera umanità Mai più ne' salvatori supremi ne' dio ne' re ne' capo alcun la società autoorganizzata ed il libero pensier Pace a noi guerra ai tiranni Fuoco e piombo ai general siamo nulla e saremo tutto nell'internazional Tutti uniti lottiamo il nostro fine sarà la rivoluzione sociale per l'intera umanità Tutti uniti lottiamo il nostro fine sarà la rivoluzione sociale per l'intera umanità!

As for the Italian versions of the "Internationale", special reference should be made to the astounding progressive rock version played by AreA in E' probabilmente opera di Santo Catanuto stesso.

The rhyming Italian version, consistent with the original French lyrics, included by Santo Catanuto and Franco Schirone in: Probably translated by Santo Catanuto himself.

Derelitti e senza pari, La giustizia rugge sotterra, Il tracollo non è lontan. Il passato sepolto giaccia Folla di schiavi! Il mondo sta per mutar faccia, Tutto sarà chi nulla fu! È la lotta finale!

Tutti uniti, e sarà l'Internazionale l'intera umanità. Non v'han supremi protettori Né dio, né re, né capo alcun; Da noi pensiam, lavoratori A conquistare il ben comun! Se frenar vogliam la rapina Se il pensiero libero vogliam, Sofficamo noi nella fucina, Rovente è il ferro, lo battiam! Tiranno Stato e legge infida Balzel che fino al sangue va Nessun dover al ricco è guida, Diritti il povero non ha.

In tutela ci hanno conflitto, Uguaglianza altre leggi diè: Nel fasto guazzano i padroni della miniera e dell'acciar. Cos'altro han fatto quei predoni Che sul lavoro altrui rubar? Nei forzieri va della banda Quanto l'uomo produrre suol: La borghesia ci ha massacrati Sia guerra a lei, fra noi non più! In sciopero ancor noi, soldati! Scuotiam la dura servitù!

E se l'ordin riceveremo Contro i fratelli disparar, Ai cannibali insegneremo La vita umana a rispettar! Siamo noi, coloni ed operai, Il gran partito del lavor. Ma un bel mattino se avverrà Che fuggan corvi ed avvoltoi, Per sempre il sole splenderà! Qui di seguito la riproponiamo per confrontarla on la versione italiana firmata da 'Bergeret' che ancor oggi è diffusa e cantata.

Pur non sfuggendo alla critica da parte di intellettuali non appiattiti sul comunismo di stato o sui partiti affogati nella terza internazionale e di gruppi eretici del marxismo-leninismo.

Nel suo cratere tuona la ragione, È l'eruzione finale. Il passato cancelliamo, Folla schiava, avanti, avanti! Il mondo cambierà presto le basi: Siamo nulla e sarem tutto. È la lotta finale: Uniamoci e sarà L'Internazionale La futura umanità. Niente più salvatori supremi: Il fuoco nella forgia Attizziamo da soli, Battiamo il ferro caldo.

Lo Stato opprime, la legge bara; Le tasse succhiano il disfraziato; Il ricco non ha alcun dovere, e il diritto del povero è parola. L'uguaglianza vuol un'altra legge; "Nessun diritto senza il suo dovere, Nessun dovere senza il suo diritto. Nel loro orribile trionfo Il re del trono e i re della miniera null'altro han fatto mai che rubare al lavoro: E rivolendolo indietro Il popolo vuole solo il suo.

Ci ubriacano di fumo, Pace fra noi, guerra ai tiranni! Anche i soldati in sciopero! Su, rompiamo le file! E se i cannibali si ostinano A far di noi degli eroi, Presto sapran che le pallottole Son pei nostri generali. Operai, contadini, noi siamo Il gran partito dei lavoratori; Degli uomini è la terra, L'ozioso viva altrove! La nostra carne mangiano. Ma se corvi e avvoltoi Spariscono in questi giorni, Per semple i sole risplenderà.

Di Salvo Lo Galbo. Del passato, quel che rimase lo butteremo tutto giù. Il mondo cambia dalla base, nulla sarà più come fu. È la lotta finale. La legge ipocrita e fasulla nessun dovere al ricco dà. Diritto è una parola nulla per chi muore di povertà. Le tasse ci succhiano il sangue, ci opprimono le autorità. È la miseria in cui si langue nella vostra legalità. Fusa nelle loro casseforti la ricchezza del mondo è.

Che i frutti del lavoro estorti reclami il popolo per sé! I re ubriacano la leva del fumo dei loro perché. Più ordini non si riceva!

Pace tra noi, guerra ai re! E se vorrete ancora eroi da decorare alla virtù, conoscerete ora da noi come sappiam spararvi su. Da tutto il mondo, un solo coro. E da chi vuol la nostra carne, da tutti i corvi e gli avvoltoi, sapremo il cielo liberarne.

E sarà il sole su di noi. Kots, in tutto l'impero Russo vigeva ancora l'antica ortografia che fu riformata dal governo rivoluzionario nel , con l'eliminazione di tutte le lettere inutili omofone, "doppioni" ecc. Abbiamo provato, per motivi storici, a ripristinare quello che doveva essere il testo della versione russa dell'Internazionale nell'ortografia coeva.

In , when A. Kots composed the Russian version of the Internationale, Russian was still officially written with the old spelling system, which was reformed by the revolutionary cabinet by dropping "useless" letters homophones, doublets etc. We have tried, for historical reasons, to restore the lyrics of the Russian version of the Internationale to the coeval spelling.

We shall destroy the world of violence to its foundations, and then we shall build a new world. Those that were nothing shall become everything! This is our final and determined battle. With the Internationale the human race will leap up. Nobody will send us deliverance. Not God, nor Tsar, nor a hero. We shall be liberated by our own hands.

To overthrow oppression, skilled hands take back all that is good - Blow up the furnace and strike boldly while the iron is hot! Enough sucking blood, vampires.

You have all authority, all the blessings of the world. But our rights - an empty sound! We shall build a different life - and here is our battle cry. All power to the workers! And all parasites their share! Nel , lo stesso Aron Kots tradusse fedelmente la versione originale francese di Eugène Pottier, completa di tutte e sei le strofe.

Le strofe 1, 2 e 6 sono naturalmente quelle della sua prima versione del , mentre le altre tre compresa la 5a strofa antimilitarista furono tradotte ex novo. La versione completa fu pubblicata nel In , Aron Kots himself faithfully translated Eugène Pottier's original French poem including all 6 verses.

Verses 1, 2 and 6 are taken of course from his version, while the other three including the anti-militarist 5th verse were translated ex novo. The complete version was published Romanized lyrics of the foregoing version according to the transcription principles used in this website.

Prezrennyj vy v svoëm bogatstve, Uglja i stali koroli! Gatov [] Alternative and complete version by A. Romanized version of the foregoing Russian version:. V Internacionale solëtsja rod ljudskoj! Narodam — mir, vojna — tiranam! Si tratta in realtà di una versione composita: The alternative version by Anatoly Zarnitsyn. It is in fact a composite version: Romanized lyrics of the foregoing version. Zakon ravenstva prav, - On govorit: Durante il Terrore staliniano molti prigionieri rinchiusi a Butyrka vennero giustiziati sommariamente.

Nelle sue celle furono rinchiusi molti nomi noti, come Aleksandr Solzhenitsyn ed Evgenija Ginzburg. La strofa è accompagnata da una traduzione inglese.

Stand up, you who have eaten half a pound, Go fetch flour from the village. Take off your last shirt With your own hands. In essa la componente antimilitarista e contro la guerra è pienamente presente, ma è considerata una versione "difficile" per il tipo di linguaggio usato, assai arcaico e solenne Pete Seeger l'ha definita "totally unsingable". Tra [parentesi quadre] vengono indicate le più comuni varianti. The anti-militarist stanza is present, but it is considered a "difficult" version because of the archaic, high-falutin language used Pete Seeger said it is "totally unsingable".

The commonest variants are indicated in [square brackets]. Arise you prisoners of want! For reason in revolt now thunders, And a better age shall dawn Now away with all your superstitions, Servile masses arise! Then come comrades rally! And the last fight let us face.

The Internationale unites the human race! No saviours from on high deliver, No trust we have in prince or peer; Our own right hand the chains must shiver.

Chains of hatred, greed and fear. We're tricked by laws and regulations, Our wicked masters strip us to the bone. The rich enjoy the wealth of nations, But the poor can't sell their own. Long have we in vile bondage languished, Yet we're equal one and all No rights but duties for the vanquished We claim our rights for duties done. The kings of mines and ships and railways, Resplendent in their vulgar pride, Have plied their task to exploit always Those whose labor they've 'ere decried.

Great the spoil they hold in their coffers, To be spent on themselves alone; Someday we'll seize it in spite of scoffers, And know that we have got our own. These kings defile us with their powder, We want no war within the land; Let soldiers strike for peace call louder, Lay down arms and join hand in hand. Should these vile monsters still determine. Heroes to make us in despite, They'll know full soon the kind of vemin Our bullets hit in this lost fight. We peasants, artisans and others Enrollees among the sons of toil Let's claim the earth henceforth for brothers, Drive the indolent from the soil!

On our flesh too long has fed the raven, We've too long been the vulture's prey. But now fare well the spirit craven, The dawn brings in a brighter day! No saviors from on high deliver, No trust we have in prince or peer; Our own right hand the chains must shiver.

No more tradition's chains shall bind us Arise, ye slaves, no more in thrall; The earth shall rise on new foundations We have been naught we shall be all. We want no condescending saviors to rule us from their judgement hall We workers ask not for their favors Let us consult for all. To make the theif disgorge his booty To free the spirit from its cell We must ourselves decide our duty We must decide and do it well.

The law oppresses us and tricks us, the wage slave system drains our blood; The rich are free from obligation, The laws the poor delude. Too long we've languished in subjection, Equality has other laws; "No rights," says she "without their duties, No claims on equals without cause.

Behold them seated in their glory The kings of mine and rail and soil! What have you read in all their story, But how they plundered toil? Fruits of the workers' toil are buried In strongholds of the idle few In working for their restitution the men will only claim their due. We toilers from all fields united Join hand in hand with all who work; The earth belongs to us, the workers, No room here for the shirk.

How many on our flesh have fattened! But if the norsome birds of prey Shall vanish from the sky some morning The blessed sunlight then will stay. Deriva chiaramente da quella britannica nella variante workers , con lievissime differenze, ma consta soltanto di tre strofe. The standard Canadian English Version. Its derivation from the British English version workers variant is clear, but only three stanzas are commonly sung.

For reason in revolt now thunders And at last ends the age of cant. Away with all your superstitions Servile masses arise, arise We'll change henceforth the old tradition And spurn the dust to win the prize.

So comrades, come rally And the last fight let us face! No more deluded by reaction On tyrants only we'll make war The soldiers too will take strike action They'll break ranks and fight no more.

And if those cannibals keep trying To sacrifice us to their pride They soon shall hear the bullets flying We'll shoot the generals on our own side. No saviour from on high delivers, No faith have we in prince or peer; Our own right hand the chains must shiver Chains of hatred, greed and fear. E'er the thieves will out with their booty And give to all a happier lot.

Each at the forge must do their duty And we'll strike while the iron is hot! Deriva chiaramente da quella statunitense di Charles Hope Kerr , con lievissime variazioni. Il canto comporta solo due strofe.

The standard version as sung in the Republic of South Africa where it was strictly prohibited during the Apartheid period. Its derivation from the US version by Charles Hope Kerr is clear, but only two stanzas are commonly sung. Never more traditions' chains shall bind us Arise ye toilers no more in thrall The earth shall rise on new foundations We are but naught we shall be all. Then comrades, come rally!

And the last fight let us face The Internationale Unites the human race! We want no condescending saviors To rule us from their judgment hall, We workers ask not for their favors Let us consult for all: To make the thief disgorge his booty, To free the spirit from its cell, We must ourselves decide our duty, We must decide and do it well.

Don't cling so hard to your possessions For you have nothing, if you have no rights. Let racist ignorance be ended For respect makes the empires fall Freedom is merely privilege extended Unless enjoyed by one and all.

So come brothers and sisters For the struggle carries on! The Internationale Unites the world in song. So comrades come rally For this is the time and place! The international ideal Unites the human race. Let no one build walls to divide us Walls of hatred nor walls of stone Come greet the dawn and stand beside us We'll live together or we'll die alone In our world poisoned by exploitation Those who have taken, now they must give And end the vanity of nations We've one but one Earth on which to live So come brothers and sisters For the struggle carries on!

And so begins the final drama In the streets and in the fields We stand unbowed before their armour We defy their guns and shields When we fight, provoked by their aggression Let us be inspired by life and love For though they offer us concessions Change will not come from above.

Rimediamo a anni e anni di distanza, con la speranza che ne seguano altre in altre lingue: Non attaccatevi forte ai vostri averi Perché non avete nulla, se non avete diritti. Sia messa fine all'ignoranza razzista Perché il rispetto fa cadere gli imperi, La libertà è solo estensione dei privilegi Se non ne godono tutti quanti. E allora venite, fratelli e sorelle, Perché la lotta continua!

L'Internazionale Unisce il mondo nel canto. E allora, compagni, riuniamoci Perché questo è il tempo e il posto! L'ideale internazionale Unisce la razza umana. Nessuno eriga muri per dividerci, Né muri di odio, né muri di pietra Venite a salutar l'alba e stateci a fianco, Vivremo assieme, o moriremo soli. Nel nostro mondo avvelenato dallo sfruttamento Chi ha preso ora deve dare, E basta con i vani nazionalismi, Abbiamo una sola Terra sulla quale vivere E allora venite, fratelli e sorelle, Perché la lotta continua!

E allora inizia il dramma finale Nelle vie e nei campi, Non ci chiniamo ai loro mezzi corazzati, Sfidiamo le loro armi e i loro scudi Quando combattiamo, provocati dalla loro aggressione, Ispiriamoci alla vita e all'amore, Perché, anche se ci offrono concessione, Il cambiamento non verrà dall'alto E allora venite, fratelli e sorelle, Perché la lotta continua!

So comrades, come rally And the last fight let us face The Internationale unites the human race. No more deluded by reaction On tyrants only we'll make war The soldiers too will take strike action They'll break ranks and fight no more And if those cannibals keep trying To sacrifice us to their pride They soon shall hear the bullets flying We'll shoot the generals on our own side.

No saviour from on high delivers No faith have we in prince or peer Our own right hand the chains must shiver Chains of hatred, greed and fear E'er the thieves will out with their booty And give to all a happier lot. Each at the forge must do their duty And we'll strike while the iron is hot. And if those thieves think it's their right To sacrifice us to their dream They'll see we've just begun to fight It's time to change our world regime We've got something, something to prove And everything to gain We've got nothing, nothing to lose Nothing to lose, except our chains We've got something, something to prove And everything to gain We've got nothing, nothing to lose Nothing to lose, except our chains So comrades, come rally And the last fight, let us face The Internationale Unites the human race.

We reproduce it from this page. Let us discard the past, Army of slaves, arise, arise! The world is changing at the base, We who have been nothing, let's be everything! It is the final struggle Let us gather, and tomorrow The Internationale Will be mankind! There are no supreme saviours, Neither God, nor Caesar, nor tribune. Producers, let's save ourselves! Together let's enact a common decree To force the thief to return his loot, So that the mind is set free from the prison cell!

Let us blow upon our furnace ourselves, Strike the iron while it is hot! The state strangles and the law cheats, The taxes bleed the disadvantaged in society. The rich do not shoulder any responsibility; The rights of the poor is an empty word. It is enough to decay in servitude, Equality needs other laws! No rights without duty, she says, Conversely, no duty without rights. Hideous, in their glory, The kings of the mines and rail. They have done nothing else, But to steal others' work.

In the strongboxes of this band, What we created are all in there! In working for their restitution, They only want their rightful due. The kings deceive us with their fumes, Peace among ourselves, war to the tyrants! Let us encourage strikes in the armies, To wave their guns and disband their ranks! If they insist, those cannibals, To make heroes of us, They will soon know our bullets, Are for our own generals.

Labourers, peasants, we are The big party of workers The earth belongs only to humans The idle are going to live elsewhere How much they feast on our flesh But if the ravens and vultures Would one morning all disappear The sun would shine forever! März bis zum Von den ursprünglich sechs Strophen werden durchweg lediglich noch drei gesungen. Sie setzte sich gegenüber konkurrierenden Versionen in den zwanziger Jahren dies letzten Jahrhunderts durch, die hier zu finden sind [ Die Fassung von Luckhardt hat viele altertümliche sprachliche Wendungen.

Reinen Tisch macht mit dem Bedränger! Heer der Sklaven, wache auf! Ein nichts zu sein, tragt es nicht länger Alles zu werden, strömt zuhauf! Völker, hört die Signale, Auf, zum letzten Gefecht! Die Internationale Erkämpft das Menschenrecht! Es rettet uns kein höh'res Wesen kein Gott, kein Kaiser, noch Tribun Uns aus dem Elend zu erlösen können wir nur selber tun!

Unmundigt nennt man uns Knechte, duldet die Schmach länger nicht! Gewölbe, stak und fest bewehret die bergen, was man dir entzog. Dort lieft das Gut, das dir gehöret und um das man dich betrog. Ausgebeutet bist du worden! Il testo è ripreso dal forum NationalAnthems. The first German translation of the Internationale by Franz Diederich, in its 2nd version preceding anyway the publication of Emil Luckhardt's version.

The lyrics are reproduced from the forum NationalAnthems. A version by the working-class writer Rudolf Lavant , "Empor, ihr Enterbten der Erde", followed in It appeared in the first German worker-singers' newspaper "Lieder-Gemeinschaft", namely in No. As usual at that time, the lyrics were printed without sheet music. Franz Diederich second version A second translation by Franz Diederich was published since in workers' songbooks, e.

Obviously, Diederich shrank from verse 5 of the original version " This verse was also banned by the Communist Party of France by order from Moscow in , making the military unassailable. Wir wollen neu die Welt erbauen, Sind nichts wir, lasst uns alles sein. Schon jubeln des Siegers Signale! Empor, der Tag dringt ein. Die Internationale Wird die Menschheit sein! Wir schaffen, um uns selbst zu retten, Und unsre Rettung gilt der Welt!

Die Hände weg von unsrer Scheuer! Dem Geist die Fesseln ab! Wir heizen selber unser Feuer. Schlagt auf das Eisen! In Trug und Druck sind wir geschlagen. Das Blut der Adern presst der Raub. Den Reichen drückt kein Pflichtentragen. Des Armen Recht ist arm und taub.

Nun soll sich Zwang und Schmachten heben. Gleich sei der Zukunft Glücksgeschlecht! Wo Räder sausen, Öfen lodern, Ragt, was wir darbend aufgeführt. Nun kommen wir, es heimzufordern, Und fordern nur, was uns gebührt. Nur den, der schafft, soll Glück belohnen. Hinweg, die uns am Fleische hangen! Schon scheucht die Angst sie weit und breit: Sie flattern auf in Todesbangen — O steig empor, du Sonnenzeit! Erich Weinert fu combattente antifascista tedesco durante la guerra di Spagna, nella brigata internazionale "Ernst Thälmann".

La versione fu scritta in Spagna proprio per la colonna Thälmann. The alternative and complete version by Erich Weinert []. Erich Weinert was a German anti-fascist fighter of the Spain civil war, in the international brigade "Ernst Thälmann" and composed this version specially for the Thälmann column.

Vernunft bricht aus den Morgenröten. Aus Schlünden donnert sie Triumph. Es stürzt die Welt. Der Tag ist nah, denn heut sind wir die Auserlesnen. Wir waren nichts, jetzt sind wir da! Ihr alle, ihr Völker im Verein! Die Internationale wird alle Menschheit sein! Wir wissen, dass uns glücklich mache kein Gott, kein Kaiser, kein Tribun. Genossen, unsrer Freiheit Sache kann nur in unsren Händen ruhn! Packt, bis es brüllt, das Ungeheuer, und schafft dem Geist ein freies Gleis!

Wir blasen jetzt ins eigne Feuer. Staat und Gesetz gehen über Leichen. Die Steuer wird zum Massenmord. Wo gibt es Pflichten für den Reichen? Es sprechen jetzt die Knechte, und das Gesetz der Gleichheit spricht: Nicht eine Pflicht mehr ohne Rechte und keine Rechte ohne Pflicht! Abscheulich blähn sich diese Götzen, die Herrn von Schacht und Eisenbahn.

Sie machten unser Blut zu Schätzen, sie haben unser Gut vertan. Wann machen wir die Rechnung glatt? Das Volk will ja nur wiederhaben, was man dem Volk gestohlen hat. Die Herrscher machten uns betrunken. Drum werft ins Heer der Freiheit Funken! Dann schlägt es mit dem Kolben drein. Wenn sie uns zwingen, die Barbaren, Soldat zu spielen noch einmal, wir werden unsre Kugeln sparen für unsren eignen General.

Arbeiter, Bauern, kommt zum Ende! Wir sind der Schaffenden Partei! Die Welt gehört in unsre Hände. Der Reichen Schonzeit ist vorbei. Sie sogen Blut aus unsren Wunden. Erst wenn das Geiervolk verschwunden, wird unsre Welt voll Sonne sein! Ihr glückbetrog'nen Toren; Auf! Sklaven ihr der Hungerzunft! Hört ihr's im Krater nicht rumoren?

Zum Durchbruch kommt die Weltvernunft. Raumt auf mit allem morschen Plunder! Und vorwärts mit der Kraft des Stiers! Die alte Welt zerfall' wie Zunder, Wir waren nichts und jetzt sind wir's! Nun kämpft zum letzten Male! Erlöst Euch selbst aus Euren Ketten! Schaefft selbst der Allgemeinheit Wohl! Der Räuber, allzulang umfriedet, Gab endlich uns die Beute preis! Der Staat erdrückt, Gesetz ist Schwindel! Die Steuern trägt der Arbeitsknecht.

Und für das kommende Geschlecht Gilt: Die Herrschgewalt hat uns benebelt, Krieg ihnen, Frieden uns allein! In Streik sei die Armee geknebelt, Den Kolben hoch! Wenn uns zu Helden zwingen wollen Die Kannibalen, wagt das Spiel! Und dann sollen Sie selbst sein uns'rer Kugeln Ziel! Eilt geschlossen Zur Proletarierpartei! Die Welt gehört den Werkgenossen, Und mit den Drohnen ist's vorbei. Aufflammt die Sonne hell und klar! Steht auf, Galeerensklaven des Hungers!

Die Vernunft brodelt in ihrem Krater, Das ist der endgültige Ausbruch. Das Vergangene wollen wir ausmerzen, Versklavte Masse, steh auf, steh auf! Die Welt wird sich von Grund auf ändern: Wir sind nichts, wir wollen alles sein! Dies ist der letzte Kampf: Es gibt keine höheren Retter: Keinen Gott, keinen Cäsar, keinen Tribun, Werktätige, retten wir uns selber!

Verordnen wir das Allgemeinwohl! Damit der Dieb seine Beute wieder herausgibt, Damit der Geist aus seinen Fesseln befreit wird, Blasen wir selbst in unser Feuer, Schmieden wir das Eisen, solange es glüht!

Wir haben lange genug in der Unterdrückung geschmachtet. Keine Pflichten ohne Rechte! Haben sie etwas anderes getan, Als die Arbeit auszuplündern? In den Geldschränken der Bande Ist das, was geschaffen wurde, zu Geld geworden.

Wenden wir den Streik an in den Armeen. Gewehrkolben nach oben, sprengen wir das Glied! Wieviel weiden sich an unserem Fleisch! E' palesemente basata sulla versione di Emil Luckhardt, ma con un linguaggio alquanto modernizzato. Testo ripreso dallo "Schwarz-rotes Liederbüchlein" "Piccolo canzoniere rosso e nero" dell'anarcosindacalismo tedesco. It is clearly based on Emil Luckhardt's version, but with a somewhat modernised language.

The lyrics are reproduced from the German anarcho-syndicalist songbook "Schwarz-rotes Liederbüchlein". Verjagt, vertreibt nun alle die Bedränger, versklavte Menschen, steht nun auf, ein nichts zu sein ertragt nicht länger, alles zu werden, kommt zu hauf!

Leute, hört die Signale, auf zum Kampf, zum Gefecht, die Internationale kämpft für das Menschenrecht! Es rettet uns kein höheres Wesen, kein Gott, kein Kaiser, noch Tribun. Uns aus dem Elend zu erlösen, können wir nur selber tun. Leere Worte für die Menschenrechte, leeres Wort: Noch immer sind wir nur die Knechte, befreit euch, schreitet selbst zur Tat. In Stadt und Land, ihr Arbeitsleute, vertraut bloss keiner der Parteien, sie kassieren bloss die grosse Beute und lassen lassen uns in der Not allein.

Euer Schicksal nehmt in eigene Hände, sprengt die Grenzen in jedem Land, wenn alle Herrschaft erst zuende ist das der Freiheit höchster Stand. Dalle notizie provenienti da Kampflieder sarebbe stata redatta da Ralf Landmesser e pubblicata nel nello Schwarz-Roter-Kain-Kalenda.

A much more recent version of the German Anarchist Internationale, also reproduced from the German Anarcho-syndicalist songbook "Schwarz-rotes Liederbüchlein". Trag Aufruhr um die ganze Erde, bevor du in die Luft mit fliegst. Vorwärts, GenossInnen, zur Gegenwehr! Leute, auf zur Randale! Weg mit Gott, Staat und Geld! Die Internationale kämpft für die freie Welt! Hohles Geschwätz sind die Menschenrechte! Ihr bleibt Lohnsklaven, Stiefelknechte, helft ihr euch nicht selbst durch die Tat.

Im Norden, Süden, Osten, Westen, vertraut nicht Führern, noch Parteien, die stehen auf der anderen Seite, und machen sich nur selber frei. Dem Werk der Zukunft wolln wir dienen der freien Räterepublik. Nieder mit der Vaterländer Grenzen nieder mit dem Bruderkrieg! Der Freiheit Morgenfarben glänzen, die rote Fahne führt zum Sieg. Grausig tönen Fanfaren auf zum letzten Gericht!

Der Galgen den Barbaren dem Volk das Sonnenlicht. Der Börsenjobber zittert, es wackeln Geldschrank und Altar. Die alte Fessel splittert, das Eigentum ist in Gefahr. Hände hoch, ihr auf der andern Seite!

Die alte Welt geht schmählich pleite: Rot Front marschiert, Rot Front marschiert! Vorwärts, hört die Signale! Tritt gefasst, links, zwei, drei! Die Internationale ist unser Feldgeschrei! Die Jungfront an die Spitze! Der Hammer dröhnt, die Sichel schneidet, die Kette bricht, die Mauer fällt. Aus Dörfern und Fabriken kommt, Genossen, reiht euch ein! Die Kerker auf und die Kasernen: Wer unten war, wird oben sein!

Oskar Kanehl , nato nel , fu un attivista comunista, poeta e scrittore espressionista e editore tedesco. Mobilitato nel , scrisse alcune poesie antimilitariste e contro la guerra che furono pubblicate nella rivista Aktion di Franz Pfemfert e poi raccolte in un volume.

Durante la Repubblica di Weimar fu regista presso le Rotter-Bühnen berlinesi. Il 28 maggio si uccise precipitandosi dalla finestra del suo appartamento nella Kantstrasse. La sua versione dell'Internazionale è, in gran parte, una caustica parodia pur mantenendo il ritornello della versione classica di Emil Luckhardt nell'ultima strofa.

Oskar Kanehl , born , was a German Communist activist, expressionist poet and writer, and publisher. He was mobilized in and wrote a number of anti-militarist and antiwar poems then published in Franz Pfemfert's magazine Aktion and collected in a volume. On May 28, , he committed suicide by jumping from a window of his apartment in Kantstrasse.

Though keeping the refrain of Emil Luckhardt's classic version in the last verse, his version of the Internationale may be considered in most parts a vitriolic parody. Die Führer aller Farben schreien, vom General zum Bolschewik. Du hast ein Amt und keine Meinung. Völker hört die Zentrale.

Die Internationale der Bonzen die hat recht. Es gilt den Klassenkampf, den echten. Achtstundentag genügt uns schon. Unser Mut ist nicht zu überbieten. Mit Frankreich reden wir Fraktur. Manchmal sind wir Antisemiten. Wir halten streng auf Konjunktur. Wir halten, was wir euch versprechen. Wir bleiben unseren Wählern treu. Zuwiderhandeln ist Verbrechen an unserem Stolz, an der Partei. Sollten wir uns einmal ändern - wechselvoll ist das Geschick dann legen wir in eure Hände unser Mandat von selbst zurück.

Allein es ist kein leerer Wahn: Ihr braucht zum Klassenkampf Vertreter. Drum einigt euch mit Amsterdam. Parlamente wollen wir zerstören, von innen schlagen kurz und klein. Doch müssen sie uns erst gehören. Darum, Genossen, wählt uns rein.

Die Freiheit rötet sich im Osten. Das Staatsschiff lenkt unsere Partei. Wer Mitglied ist, hat einen Posten. Wer nicht, der bleibt zur Arbeit frei. Nepp regiert und die Neppleut walten.

Und alles bleibt beim guten alten. Nur das Gefängnis wird zum Paradies. Auf zum Wahlgefecht Die Internationale der Bonzen die hat recht.

Hört auf und spart euch die Beweise. Der Schwindel hält bei uns nicht dicht. Partei ist Dunst und Fühertum ist - schscheinbar. Es rettet uns kein höh'res Wesen. Kein Gott, kein Kaiser, kein Tribun. Uns von dem Elend zu erlösen müssen wir nun selber tun. Völker hört die Signale. Auf zum letzten Gefecht. Die Internationale erkämpft das Menschenrecht. En la Comuna de París, tomó parte activa en tanto que miembro del Comité Republicano de 20 barrios arrondissements parisinos y fue elegido representante en una de ellas.

La represión plasmada en la Semana Sangrante de mayo de , le obligó a esconderse y exiliarse de Francia. Aquellas jornadas le inspiraron para escribir, semanas después, el poema que hoy es himno del movimiento obrero internacional: Su entierro se convirtió en una auténtica manifestación popular. El poema La internacional fue escrito en y publicado por primera vez en en una selección que llevó por titulo Quel est le Fou?

Esta obra vió la luz el mismo año en que murió Pottier. El autor de la partitura fue Pierre Chrétien Degeyter, un miembro de la coral La Lyre des Travailleurs la lira de los trabajadores y montador en los talleres de Lives-Lille. Con fama de "compositor" recibe el encargo de musicar los poemas contenidos en los Cantos Revolucionarios y se ve seducido por la fuerza del poema de la Internacional.

Desde entonces ha sido el himno oficial de todos los partidos y movimientos que se reclaman de la tradición socialista y anarquista. La primera conocida fue publicada por el editor francés J. Clément a fines del siglo XII. En , el secretario de la alcaldía, Armand Goselin, antiguo maestro de escuela, publicó una edición popular de La Internacional; a consecuencia de esa edición fue perseguido y acusado de provocación al asesinato a causa del texto de la quinta estrofa siendo condenado a un año de prisión y cien francos de multa.

En pie, famélica legión! Atruena la razón en marcha, Es el fin de la opresión. Del pasado hay que hacer añicos, legión esclava en pie a vencer, el mundo va a cambiar de base, los nada de hoy todo han de ser. El género humano es la Internacional. Nosotros mismos realicemos el esfuerzo redentor. Para hacer que el tirano caiga y el mundo siervo liberar, soplemos la potente fragua que el hombre libre ha de forjar. La ley nos burla y el Estado oprime y sangra al productor.

Nos da derechos irrisorios, no hay deberes del señor. Alcuni versi presentano delle varianti che sono indicate in corsivo. Some verses show variants indicated in Italics. Removamos todas las trabas que oprimen al proletario, [que nos impiden nuestro bien,] cambiemos el mundo de base hundiendo al imperio burgués. La versione spagnola cantata dagli anarchici della FAI a partire dal periodo precedente la Guerra Civile.

Alcémonos todos, que llega. La versione spagnola cantata a Cuba. The Spanish version as sung in Cuba. It is essentially the same as sung throughout Latin America and by PSOE members, but the lyrics are officially established. Y gritemos todos unidos: Removamos todas las trabas que oprimen al proletario. Cambiemos al mundo de fase hundiendo al imperio burgués.

Agrupémonos todos, en la lucha final y se alcen los pueblos por la Internacional. Arriba, parias de la Tierra. En pie, famélica legión. Guerra hasta el fin de la opresión. Borrad el rastro del pasado! Arriba, esclavos, todos en pié! Agrupémonos todos, en la lucha final. El género humano es la internacional. El genio truena en la montaña y en su antorcha la erupción.

NOTICE Starting from the following version, all versions of the Internationale in the various languages will be displayed in strictly alphabetical order by language. Verworpes van die wêreld Staan op! Uit boeie van jul waan So magtig dreun die stem van rede en 'n nuwe dag breek aan Ons boesems buig voor geen geloof meer Ons baar geen slawe vir die kerk Ons staan nou enig en berade Ons gemeenskap maak ons sterk Skou'-aan-skouer in die suide spel ons die toekoms uit Die internasionale mensdom staan gelyk Skou'-aan-skouer in die suide spel ons die toekoms uit Die internasionale mensdom staan gelyk!

Geen messias kan ons ophef en geen gerustheid kan ons baat Slegs self kan ons die kettings afgooi van gierigheid en haat Ellende, honger kom tot einde die aardse diewe sal moet vort Soldate skaar hul by die stakings oorlog ewig opgeskort Skou'-aan-skouer in die suide spel ons die toekoms uit Die internasionale mensdom staan gelyk Skou'-aan-skouer in die suide spel ons die toekoms uit Die internasionale mensdom staan gelyk! Botën mizorë në do ta shkaterrojmë që nga themelet e pastaj me duart tona do të ndertojmë botën e re në vend të saj.

Është lufta finale vendimtarë mbi dhe Internacionale do jete botë e re. La versione in arabo libanese ripresa dal canale YouTube American Communist. Il testo è presente nel video. The video is provided with lyrics. La versione standard in lingua armena occidentale l'armeno letterario. E' opera di Schavarch Missakian e risale a circa il L'immagine è ripresa da Chants de Lutte. Il testo stampabile è stato fornito da Arisztíd nel giugno The image is available at Chants de Lutte.

The printable lyrics were contributed by Arisztíd in June E' stata ottenuta e fornita da Arisztíd nel giugno mediante il convertitore armeno-latino di Lexilogos. The Romanized lyrics of the foregoing West Armenian version have been obtained and contributed by Arisztíd in June by means of the Lexilogos Armenian Conversion Keyboard.

El pasau, hay de facelu añicos lexón de esclavos a vencer, el mundu va a cambiar de base la na de güey to ya va a ser. El xéneru humanu ye La Internacional. Ni en dioses, reis ni enos tribunos ta el nuestru sumu salvador, nosotros mesmos entamemos el esfuerzu redentor. Pa facer que caiga el tiranu ya el mundu siervu lliberar soplemos la potente fragua que el llibre tien que forxar. La llei, nos burla ya el Estau oprime y sangra al productor. Danos derechos irrisorios sin deberes del patrón.

Agrupémonos tos ena llucha final ya se alcien los pueblos pola Internacional. Agrupémonos tos ena llucha final ya se alcien los pueblos, con valor, pola Internacional. Axuntémosmos toos Na amarraza final, El xéneru humanu Ye la Internacional. Il gruppo ska basco Betagarri.

The Basque ska band Betagarri. Ereserkiaren hitzak frantsesezkoak dira berez, Eugène Pottier-ek sortuak n, Parisko Komunaren zapalketaren garaian, eta hala diote lehen ahalpaldiek eta leloak luzeagoa da berez. Nonbait irakurri nuenez, sindikatu sozialista baten musika-bandakoa zen Degeyter hau, eta sukar iraultzailez musikatuko zuen poema borrokalari hori.

casting x francais escort girl st flour Potremmo calmarci tutti, riposarci senza colpa, essere sinceri senza paura. Zuwiderhandeln ist Verbrechen an unserem Stolz, an der Partei. Questa lotta che uguale l'uomo all'uomo farà, è l'Internazionale. In una gabbia d'acciaio. Mestr bras ebet ne c'hell hor sikour Na doue na priñs nag un all! Né cuore avete, né coscienza, solo il denaro a cuor vi sta. Che degli innocenti siano uccisi.

Andrea raccoglieva violette ai bordi del pozzo. Andrea gettava Riccioli neri nel cerchio del pozzo. Il secchio gli disse - Signore il pozzo è profondo. Lui disse - Mi basta mi basta che sia più profondo di me. Wasted and wounded, it ain't what the moon did.

I got what I paid for now. Waltzing Mathilda, waltzing Mathilda, you'll go waltzing. I'm an innocent victim of a blinded alley. I begged you to stab me. Old Bushmills I staggered.

No, I don't want your sympathy. Versione italiana di Riccardo Venturi. Sconvolto e ferito, e non è certo un caso,. Sono vittima innocente di un vicolo cieco. Ora ho perso il mio San Cristoforo.

No, non voglio la tua simpatia. It's getting to be the time of the year. When people once spoke of love and good cheer.

With peace on the earth and good will to all men. And we all believed that there'd come a day. When peace would be more than on its way. And the folks who decide what will be. Haven't confided in me. And I don't think that everybody can wait till then. It makes me sad that my kids won't see.

Christmas the way it used to be. I was so excited though we didn't have a dime. But that seems like such a long time ago. And i am still a child i know. But it seems like we've lost much more than the time. And i don't think that everybody can wait till then. Ma quelli che decidono cosa accadrà. Sono triste perché i miei figli non vedranno. E quelli che decidono cosa accadrà. Dei quasi mille passeggeri ammassati sul piroscafo, ne morirono ; praticamente ogni famiglia elbana compresa la mia ebbe almeno un morto, quel giorno, sulla maledetta nave.

Non è quindi certo che la seguente canzone sia stata da lui effettivamente scritta. Erano quasi mille, non sono più tornati. Nel mezzo del canale. Si sentono le grida. Che sta a arrivà un siluro! Ma non féciono in tempo,.

Aspetta aspetta al molo. Erano a bordo, e non avran domani. Erano quasi mille, ed eran tutti elbani. Il fatale sette giugno. Il comizio fu inibito.

Tutti quanti gli oratori,. Spinti, oppressi e circondati,. Fu per l'orrida tragedia,. Ma non basta la protesta,. Guarda, o Napoleone, quel che fai: Napoleone, fa' le cose giuste,. Napoleone, te ne pentiraii,. Quando Napoleone mosse battaglia. Napoleon, non ti stimar guerriero,. Regazzine vi prego ascoltare. Mi voleva per Pasqua sposarmi. Mi ricordo dei cari suoi baci. Regazzine che fate all'amore,. Son rimasta nel mondo smarrita,. Mio marito è morto,. E son rimasta vedova.

Uno lo tengo in braccio. Uno si chiama Pietro. Tutte le ore che passano. E de'o andare in 'Merica,. O Badoglio, o Pietro Badoglio. Ti ricordi la guerra di Francia. Ti ricordi la guerra di Grecia. A Grazzano giocavi alle bocce.

Gli squadristi li hai richiamati,. I calzoni li hai calati. Ti ricordi la fuga ingloriosa. Siete proprio due sporche figure. No, per quante moine facciate. Se Benito ci ha rotto le tasche. Non ti ricordi il 31 dicembre,. Che trasportavano migliaia di tedeschi,. E da San Giacomo e poi la Riboira. Castellare, Madonna dei Boschi. La s'infuriava la grande battaglia. Dopo tre giorni di lotta accanita. Non son riusciti con la loro barbaria. Povere mamme che han perso i lor figli.

Povera Boves ch'è tutta distrutta. Se il cielo fosse bianco di carta. Quasi ogni notte, come un rito,. Franz ride e lanci una carota. Due ragazzi sono fuggiti: Nosotros nacimos de la noche. Para quienes se niega el día. Para quienes es regalo la muerte. Para todos la luz. Para nosotros la alegre rebeldía. Nuestra lucha es por la vida y el mal gobierno oferta muerte como futuro.

Nuestra lucha es por la justicia y el mal gobierno se llena de criminales. Nuestra lucha es por la historia y el mal gobierno propone olvido.

Nuestra lucha es por la paz y el mal gobierno anuncia muerte y destrucción. Somos la dignidad rebelde. El corazón olvidado de la patria. Non morirà il fiore della parola. Potrà morire il viso nascosto di chi oggi la dice, ma la parola che è venuta dal profondo della storia e della terra non potrà essere strappata via dal potere e dalla sua superbia.

Della notte noi siamo nati. In essa viviamo, in essa moriremo. Ma domani, per gli altri, vi sarà la luce, per tutti coloro che, oggi, piangono la notte. Per coloro cui viene negato il giorno. Per coloro cui la morte è un regalo. Per coloro cui la vita è proibita. Per tutti la luce. La nostra lotta è per la vita, ed il malgoverno offre morte come futuro. La nostra lotta è per la giustizia, e il malgoverno si riempie di criminali ed assassini.

La nostra lotta è per la storia, e il malgoverno propone dimenticanza. La nostra lotta è per la pace, e il malgoverno annuncia morte e distruzione. Siamo la dignità ribelle. Il cuore dimenticato della patria. Versione inglese di Riccardo Venturi. The flower of the word will not die. Maybe, the hidden face of all those, who say it now, will die, but the word coming from the depths of history and of the earth cannot be uprooted by the arrogance of power. From the night we came.

In the night we live, in the night we shall die. But, tomorrow, the ligh will shine for the others, for all those who are crying in the night, today. For all those who are denied the daylight.

For all those who see death as a welcome gift. For all those who are forbidden to live. For all the people, the light. For all the people, everything. For us, the gay rebellion. Our struggle is for life, and a bad government gives us death for the future. Our struggle is for justice, and a bad government is filled with criminals and assassins.

Our struggle is for memory, and a bad government offers oblivion. Our struggle is for peace, and a bad government announces death and destruction. We bear the dignity of rebellion. We are the the forgotten heart of our fatherland. La fleur de la parole ne mourra pas. Nous sommes nés de la nuit. Dans la nuit nous vivons, dans la nuit nous mourrons.

Pour tous ceux à qui le jour est nié. Pour tous ceux qui voient la mort comme un beau cadeau. Pour tous ceux à qui la vie est interdite. La lumière pour tout le monde. Tout pour tout le monde. Pour nous, la joyeuse rébellion. Notre combat est pour la paix, et un gouvernement méchant annonce la mort et la ruine. Pour nous, la gaie rébellion. Nous sommes la dignité de la rébellion. Versione tedesca di Riccardo Venturi. Die Blume des Wortes wird nicht sterben.

Versione olandese di Eliza Wouters-Dijksmuide. De bloem van het woord zal niet sterven. Wat kan sterven is het verborgen gezicht van wie vandaag het zegt, maar het woord, dat uit het diepst van de geschiedenis en van de aarde is gekomen, kan niet meer ontworteld worden door de verwaandheid van de macht.

Uit de nacht komen we. In de nacht leven we, in de nacht zullen we sterven. Maar morgen, voor de anderen zal er licht zijn, voor allen die vandaag in de nacht huilen. Voor allen die van de daglicht worden beroofd. Voor allen, die de dood voor een geschenk houden. Voor allen, aan die het leven is verboden. Voor ons, een vrolijke opstand. Ons gevecht is voor het leven, en een boze regering geeft dood als toekomst. Ons gevecht is voor het recht, en een boze regering vult zich met misdadigers en moordenaars.

Ons gevecht is voor het herinneren, en een boze regering biedt ons het vergeten aan. Ons gevecht is voor de vrede, en een boze regering kondigt dood en verwoesting aan. Wij zijn de menselijke waardigheid, die staat op.

Het vergeten hart van het vaderland. Versione bretone di Gwenaëlle Rempart. Ne varvo ket bleuñv ar gomz. Ganet e oamp bet eus an noz. Enni e bezomp, enni e varvimp. Evit ar re a ziouer gouloù an heol.

Evit ar re a dremen ar marv evel ur prof. Evit ar re a zo difennet ouzh bevañ. Ar gouloù evit an holl. Kement tra evit an holl. Evidomp, ar reveulzi laouen. Hon emgann a zo evit ar vuhez, hag ur gouarnamant drouk a ginnig deomp marv e-giz dazont.

Hon emgann a zo evit ar reizh, hag ur gouarnamant drouk a garg gant torfedouroù ha muntrerien. Kalon disoñjet ar vammvro. Da Creuza de mä, ovviamente…. Teste fascië 'nscià galéa. E au postu d'i anni ch'ean dedexenueve. E suttu u timun du gran cäru. E digghe a chi me ciamma rénegôu. Termine indicante un individuo che mangia smodatamente. Teste fasciate sulla galea.

E al posto degli anni che erano diciannove. E digli a chi mi chiama rinnegato. Una celebre canzone dedicata ai desaparecidos cileni e argentini, soprattutto, alle loro coraggiose donne —madri, mogli, compagne, figlie- che non hanno mai cessato di reclamare notizie sulla loro sorte, anche a costo della loro vita e della loro libertà si pensi solo alle madres de plaza de Mayo argentine.

La canzone è sul ritmo di una cueca , una danza popolare cilena. Why are these women here dancing on their own? Why is there this sadness in their eyes? Why are the soldiers here. Their faces fixed like stone? I can't see what it is that they despise.

They're dancing with the missing. They're dancing with the dead. They dance with the invisible ones. Their anguish is unsaid. They're dancing with their fathers. They're dancing with their sons. They're dancing with their husbands. They dance alone, they dance alone. It's the only form of protest they're allowed. I've seen their silent faces they scream so loud. If they were to speak these words they'd go missing too. Another woman on the torture table what else can they do. One day we'll dance on their graves.

One day we'll sing our freedom. One day we'll laugh in our joy. Ellas danzan con los desaparecidos. Ellas danzan con los muertos. Ellas danzan con amores invisibles. Ellas danzan con silenciosa angustia. Danzan con sus padres. Danzan con sus hijos. Danzan con sus esposos. You've sown a bitter crop. It's foreign money that supports you. One day the money's going to stop. No wages for your torturers. No budget for your guns.

Can you think of your own mother. Dancin' with her invisible son. Perché queste donne stanno ballando da sole? Perché hanno questa tristezza negli occhi? Chi sono questi soldati. Non posso vedere quel che disprezzano,. Stanno ballando coi loro padri. Stanno ballando con gli scomparsi. Un giorno balleremo sulle loro tombe. Let us turn our thoughts today. To Martin Luther King. And recognize that there are ties between us.

All men and women. Living on the Earth. Ties of hope and love. That we are bound together. In our desire to see the world become. A place in which our children. Can grow free and strong. We are bound together. By the task that stands before us. And the road that lies ahead. We are bound and we are bound. There is a feeling like the clenching of a fist. There is a hunger in the center of the chest.

There is a passage through the darkness and the mist. And though the body sleeps the heart will never rest. Shed a little light, oh Lord. So that we can see. Just a little light, oh Lord. Wanna stand it on up. Stand it on up, oh Lord. Wanna walk it on down. Can't get no light from the dollar bill. Don't give me no light from a TV screen. When I open my eyes. I wanna drink my fill. From the well on the hill. Do you know what I mean?

Oh, Let us turn our thoughts today. Rivolgiamo i nostri pensieri oggi. I dollari non mi danno alcuna luce,. Sapete quel che voglio dire? Passerà questo tempo indeciso. Motori già piu' veloci. Passeranno i tuoi occhi blu. Passeranno le stelle, le notti più scure, le paure. Passerà questo tempo infelice. Questo battere il piede per terra, la terra col piede.

Che hanno già camminato nel vento. Non si reggono in piedi. Passeranno le piogge d'inverno. Dietro ai vetri appannati. E un passare di stelle cadenti. Passeremo anche noi, passeremo anche noi.

Si alla fine anche noi, passeremo anche noi. Passerà questa strana fortuna, questa mediocrità. Le invenzioni per pochi denari, questa normalità. E in un momento passerai anche tu. Passeranno i ricordi del cuore.

E le strette di mano. Chi si lega ai ricordi si sa. La squallida stanza di un uomo. Che vive da solo. Passeranno poi tutte le cose. Nel bene e nel male. Passerà un leggero sorriso. Che mi sembrerai tu. Passeranno le emozioni, giornate. E infinite stagioni, passeremo anche noi. Per un lungo momento. Che ci vivono accanto. A dispetto del tempo. Passeranno le pioggie d'inverno. Gli amori cosi' all'improvviso.

E di buona fortuna. Maledetto incidente stradale che ce lo ha portato via. Lei sfogliava i suoi ricordi le sue istantanee i suoi tabu'. Aida come sei bella. Aida le sue battaglie i compromessi la povertà. Aida la costituente la democrazia e chi ce l'ha.

La conosco cantata in inglese da Pete Seeger, è una vecchia canzone libertaria dell'area alpina di lingua tedesca Baviera, Austria, Svizzera tedesca, Südtirol - l'avrà fischiettata anche Andreas Hofer contro Napoleone, boh? In realtà il testo risale a circa il e fu per la prima volta diffuso su dei fogli volanti. Die Gedanken sind frei, wer kann sie erraten. Ich denke was ich will, und was mich beglücket,.

Mein Wunsch und begehren kann niemand verwehren,. Und sperrt man mich ein im finsteren Kerker,. Denn meine Gedanken zerreissen die Schranken.

Drum will ich auf immer den Sorgen entsagen,. Man kann ja im Herzen stets lachen und scherzen und. Ich liebe den Wein, mein Mädchen vor allem,. Ich bin nicht alleine bei meinem Glas Weine: Versione inglese di Arthur Kevess. Die gedanken sind frei. My thoughts freely flower. My thoughts give me power. No scholar can map them. No hunter can trap them.

No man can deny. I think as I please. And this gives me pleasure. This right I must treasure. My thoughts will not cater. To duke or dictator. Tyrants can take me. And throw me in prison. My thoughts will burst forth. Like blossoms in season. And structures may tumble. But free men shall cry. Versione italiana dalla versione inglese di Alex Agus.

I pensieri sono liberi,. Penso quel che mi va di pensare,. I tiranni possono catturarmi. There's too many of you crying. There's far too many of you dying. You know we've got to find a way. To bring some lovin' here today - Ya. We don't need to escalate. You see, war is not the answer. For only love can conquer hate. To bring some lovin' here today.

Picket lines and picket signs. Don't punish me with brutality. Talk to me, so you can see. Oh, what's going on. Ya, what's going on. Ah, what's going on. In the mean time. Father, father, everybody thinks we're wrong. Oh, but who are they to judge us. Simply because our hair is long. Oh, you know we've got to find a way. To bring some understanding here today.

So you can see. Tell me what's going on. I'll tell you what's going on - Uh. Padre, padre, tutti pensano che abbiamo torto. The marching band came down along main street. I looked across and there I saw Billy. Billy don't be a hero,. Billy don't be a hero come back to me". The soldiers blue were traped on a hill side. The seargent cried "we've got to hang on boys. I need a volunteer to ride up. Forgetting all the words she said. I heard his fiancée got a letter. I heard she threw the letter away.

La banda percorreva a passo di marcia la strada principale. Billy non essere un eroe,. E quando Billy si mise in cammino. I soldati in blu furono messi in trappola su una collina. Ho bisogno di un volontario che si metta a cavallo. Ho sentito che la sua fidanzata ha ricevuto una lettera. One Two Three Four If you cannot find Osama, Bomb Iraq. If the markets are a drama, Bomb Iraq. If the terrorists are frisky,. Pakistan is looking shifty,. North Korea is far too risky, Bomb Iraq. If we have no allies with us, Bomb Iraq.

If we're thinkin' someone's dissed us, Bomb Iraq. So to hell with the inspections,. Let's look tough for the elections,. Close your mind and take directions, Bomb Iraq. It's "pre-emptive non-aggression", Bomb Iraq. Let's prevent this mass destruction, Bomb Iraq. They've got weapons we can't see,. And that's good enough for me. If you never were elected, Bomb Iraq.

If your mood is quite dejected, Bomb Iraq. If you think Saddam's gone mad,. With the weapons that he had,. And he tried to kill your dad , Bomb Iraq. If your corporate fraud is growin', Bomb Iraq.

If your ties to it are showin', Bomb Iraq. If your politics are sleazy,. And hiding that ain't easy,. And your manhood's getting queasy, Bomb Iraq.

Fall in line and follow orders, Bomb Iraq. For our might knows not our borders, Bomb Iraq. We'll call it treason,. Let's make war not love this season,. Even if we have no reason, Bomb Iraq. The Christian God's on our side, Bomb Iraq. Bless the weapons, take the ride and Bomb Iraq. Let the innocents be killed,. And lots of heathen blood be spilled,. Uno…due…un due tre quattro…. Se i terroristi sono ovunque,. Se il Pakistan sembra ambiguo,. E affanculo le ispezioni,. Hanno armi che non possiamo vedere,.

Se pensi che Saddam è impazzito. Se i tuoi politici sono dei buoni a nulla. Che degli innocenti siano uccisi. Banco del Mutuo Soccorso. Come si fa, ma come fanno gli angeli. Stringimi forte ora, che non mi sento di scappare. Chris Brown — Kate Fenner. La canzone si puo' scaricare da http: I will resist war. I will not be seduced by hate. I'll live in service. It's not just the bullets.

Se decidessi troppo tardi. Non sono solo i proiettili,. Oh, la verità…che cosa si deve fare? Hanno reso ciascuno di noi un bugiardo. Bla, bla, bla, bla, bla, bla, bla, bla, bla. Bla, bla, bla, bla, bla, bla,. Buongiorno Duca-Sire bonne soire ma guardi buongiorno, sono appena le tre. Duca stia attento per carità ho detto che e' giorno e giorno sarà Mi spiace perché insisto buonasera sire bla, bla, bla. Una pattuglia, dieci plotoni. Cinquanta pattuglie e sei.

Vedremo chi la spunterà Felloni a morte è il nostro motto e non ci fermeremo, si sentiranno. Dieci pattuglie, cento plotoni. Mille pattuglie e sei battaglioni. Felloni a morte è il nostro grido e non ci fermeremo si sentiranno. Ma cos'è che non va stasera. Tu magari non hai capito.

C'è sempre chi ne parla male. Tutto bene qui in occidente. Una bomba vorrai scherzare. Stai tranquilla non aver paura. Buona notte e sogni d'oro. Dammi retta non ci pensare. Non guardarmi con gli occhi assenti. Buone notizie, è calma la città. Il re ha lasciato stanotte la città. Buone notizie, la festa ci sarà.

Buone notizie che grande novità. Nel cielo suona una tromba. Ascolto l'eco dei tuoni. Ecco che il vento è cambiato. E intanto gocciola il tempo. Ancora il vento è cambiato. Lo so non basta cantare. Notte poco adulta sopra un taxi compiacente. Dico - scegli tu, vai pure dove ti pare. E' tutto assai normale. Notte senza cuore, misteriosa come tante.

Anche se il Presidente con voce naturale. Notte primo amore, tu che muori domattina. So benissimo che la maggior parte delle persone di questo NG vomiterà al sol sentir nominare Max Pezzali. Purtroppo quest'autore, complici anche i singolacci pseudodance che fa uscire ogni anno, è poco considerato e molto molto vittima di luoghi comuni che lo identificano come cantante sfigato per ragazzini brufolosi.

Vi devo dire che invece se si comprano i suoi dischi e si eliminano i singoli qualcosa di buono veramente buono c'è! La canzone del subject è stata scritta a quattro mani da Max Pezzali e J. Ax degli articolo 31 ; non parla direttamente della guerra ecco il perchè del punto interrogativo nel subject ma è piuttosto un inno di rabbia contro tutto quello che c'è di sbagliato, e contro i sogni con cui molti miei coetanei sono stati drogati. Sebbene non si parli di guerra penso possa essere comunque inserita in questo contesto.

La parte finale in cui si invita a "scegliere se fare parte dell'ingranaggio o del piano di sabotaggio" è poi un chiaro invito a farsi sentire, un po' come stanno facendo milioni di pacifisti in tutto il mondo. Noi mentre il mondo va. Con quell'ansia dentro che. Noi ma non siamo qui. Anni 80 basta panta zampa, pace, amore e yoga. Fox sullo skate era il tuo easy rider. Noi nel mondo digitale severo dove sei uno o sei zero. E ora che e' finito il rodaggio ci vuole coraggio: Guy Béart il cui vero cognome è Béhar è nato al Cairo il 16 luglio Figlio di un ingegnere e destinato lui stesso a studi di ingegneria, Guy Béart arriva in francia nel La morte del padre, nel , lascia tutta la famiglia in ristrettezze economiche, ed il giovane Béart il cui talento musicale ha già cominciato ad esprimersi è costretto a sbarcare il lunario in un ufficio.

Ma a partire dal si aprono per lui i cabaret della Rive Gauche ed il mitico teatro Bobino, quello in cui Brassens si è esibito fino alla morte. Nel la carriera artistica di Béart prende lo slancio definitivo, quando il produttore Jacquest Canetti gli fa registrare il primo album a cui collabora Boris Vian. Nel , la sua compagna Généviève Galéa dà alla luce una figlia: Nelle sue canzoni davvero tutto trova posto: La terre perd la boule Et fait sauter ses foules Voici finalement Le grand le grand Voici finalement Le grand chambardement Un grain de sable explose Un grain c'est peu de choses Mais deux mais dix mais cent Ça c'est intéressant Voyez messieurs mesdames Dans l'univers en flammes Entre les hommes-troncs La danse des neutrons C'est l'atome en goguette Le ping-pong des planètes La lune fait joujou Et met la terre en joue C'est la grande escalade Les monts en marmelade Sous le rayonnement Du grand du grand Sous le rayonnement Du grand chambardement Place pour le quadrille Des fusées des torpilles Ce soir c'est le grand bal La "der des der" globale Oyez les belles phrases La Chine table rase Se crêpant le chignon A coups de champignons Sur les montagnes russes Passées au bleu de Prusse Les bons gars du Far-West Ont bien tombé la veste Regardez qui décide Ce joyeux génocide Qui dirige vraiment Le grand chambardement Ciel!

Ce sont les machines Les machines divines Qui nous crient en avant En langue de savant Que les calculatrices Sur le feu d'artifice Alignent leurs zéros Comme des généraux Elles ont fait merveille Bravo pour ces abeilles! Qu'on décore à cette heure Le grand ordinateur! Nous finirons la guerre Avec des lance-pierres Si nous vivons demain Nous en viendrons aux mains Si nous vivons demain Nous en viendrons aux mains.

La terra perde la testa. Un grano di sabbia esplode. Vedete signore e signori. Avanti per la quadriglia. Udite le belle frasi,. E che si decori adesso. There is a small. He'd be invited in. In fifty or sixty. Or maybe one hundred. Aujourd'hui le monde a changé. Est-ce qu'il y a moins d'exploités? De chômeurs, d'enfants affamés?

Pour qu'on puisse se reposer de chanter … Queste parole che frullano in testa agli oppressi del mondo intero sono quelle di un nostro poeta che si chiamava Eugène Pottier. Oggi il mondo è cambiato. Ci sono forse meno sfruttati, Meno disoccupati, meno bimbi affamati perché si possa smettere di cantare? These words running through the head Of the whole world's oppressed Are those of one of our poets Whose name was Eugène Pottier. Today the world has changed. Are there less exploited? Less unemployed, less hungry children?

So that we could stop from singing …. Les despotes épouvantés Sentant sous leurs pas un cratère, Au passé se sont acculés. Leur ligue folle et meurtrière Voudrait à l'horizon vermeil Eteindre l'ardente lumière Que verse le nouveau soleil.

Debout, debout, les damnés de la terre! Ceux qu'on écrase en les charniers humains, Debout, debout, les forçats de misère! Unissons-nous, Latins, Slaves, Germains.

Que la troisième République Se prostitue au tsar pendeur; Qu'une foule extralunatique Adore l'exterminateur! Puisqu'il faut que tout disparaisse, Peu nous importe! C'est la fin, Partout les peuples en détresse S'éveillent se donnant la main, Debout, debout, les damnés de la terre! Bons bourgeois que César vous garde, César aux grands ou petits bras: Pape, République batarde; les tocsins sonnent votre glas Rois de l'or hideux et féroces.

Les fiancés que vous tuez Demain auront de rouges noces. Tocsins, tocsins, sonnez, sonnez. Les potentats veulent la guerre Afin d'égorger leurs troupeaux: Pour cimenter chaque frontière Comme on consacrait les tombeaux.

Mais il vient le temps d'Anarchie Où, dans l'immense apaisement, Loups de France et de Sibérie, Loups humains jeûneront de sang. Versione italiana di Riccardo Venturi dell'" Internazionale Anarchica " 4 luglio I despoti, terrorizzati, sentendosi un cratere sotto ai piedi han fatto un passo indietro nel passato. La loro congrega folle e assassina vorrebbe, nell rosso orizzonte, spegnere la luce ardente che il nuovo sole diffonde.

In piedi, in piedi, dannati della terra! Color che son schiacciati nei mattatoi umani! In piedi, in piedi, forzati della miseria! Uniamoci, latini, slavi e germani. La Terza Repubblica si prostituisce allo zar impiccatore; una folla abbacinata adora lo sterminatore! Buoni borghesi, Cesare vi difenda, Cesare dalle grandi o piccole braccia: Papa o una repubblica bastarda, le campane suonano la vostra ora.

I potenti vogliono la guerra per poter sgozzare le loro greggi: Versione italiana di Riccardo Venturi dell' Internationale Anticléricale. Riccardo Venturi's Italian version of the Internationale Anticléricale.

Invece di costruire cattedrali e di erigere cappelle a Gesù, noi vogliamo, cosa più ideale, fare alloggi per chi non ha nulla. Basta con le messe e le preghiere, noi non siamo più rassegnati voi non placherete le nostre ire, avete finito di regnare. Non vogliamo né Dio né preti, né pregiudizi né religione, gli uomini siano guidati dalla ragione al di là di ogni superstizione.

Voi siete i nemici della scienza, siete i nemici del genere umano, non avete né cuore né coscienza non amate che una cosa: Demoliremo le vostre bastiglie, quelle galere chiamate conventi, via dal mondo quei vostri stracci, avete vissuto già troppo tempo.

Metteremo a tacere le vostre campane, faremo saltare i vostri chiavistelli per farvi finalmente vuotare le tasche a voi, branco di farabutti. Mentre il popolo, nella miseria, resta senza pane, senza casa e senza riscaldamento, voi ammassate, banda di vipere, il denaro rubato ai disgraziati. Su, tirate fuori i vostri stendardi e gridate alla profanazione! Versione Italiana de L'Anticlericale Traduzione: E invece di far cattedrali e far cappelle per Gesù, vogliamo, cose a noi ideali, far le case a chi non le ha più.

Questo è il crollo finale, rottinculo qua e là! E basta con messe e preghiere! Noi rassegnati non siam più e ve lo faremo vedere, voi che regnate da lassù! La luce agli occhi ci ha colpiti e perso abbiam la schiavitù! Ruffiani e ladri gesuiti, trafficanti di buongesù. Mai più dio, mai più religione, né pregiudizi e salmi, no. Né cuore avete, né coscienza, solo il denaro a cuor vi sta. E poi le vostre vesti nere! Troppo siete campati già!

Di tutto quel che ci rubaste ci renderete tanto più! Noi vi farem vuotar le tasche, farabutti, a testa in giù! E mentre case riscaldate e pane il popolo non ha, vendendo il cielo, voi rubate a chi intanto muore di qua. Su, urlate alla profanazione, su, sventolate Trinità!

E a festa del crollo finale la lotta per la libertà di qualche rosso cardinale quante belle bandiere avrà! World March of Women Debout, pour des roses et du pain! Nous n'voulons pas seulement être mères, Nous voulons d'autres destins.

Du passé, faisons table rase, Et toutes ensemble, marchons, marchons! Pour que le monde change de base, C'est dans la rue qu'nous descendrons! C'est la marche des femmes Pour nos droits, pour nos choix! La marche des femmes Pour d'autres lendemains. Femmes résignées, femmes en lutte, Ensemble, nous pouvons gagner! Que l'on soit seule, lesbienne ou mère, Nos droits, faut les revendiquer!

La misère fait gronder la colère, Abolissons la pauvreté! Les violences dont souffraient nos mères, Nous n'voulons plus les accepter! Toutes unies, toutes solidaires! D'ici, d'ailleurs et de partout! Avorter n'est plus une barrière, C'est un droit, lors battons-nous!

Isolées, exploitées, ignorées, Violées ne serons plus jamais! Ensemble plus fortes désormais! La lutte est de notre côté! Notre oppression est millénaire, Le capital nous y maintient, Laissons torchons, boulots précaires, Rejoignons le combat commun. Prolétaires des prolétaires Femmes esclaves, debout, debout, Nos luttes changent la vie entière Nous ne sommes rien, soyons tout!

Versione italiana di Riccardo Venturi dell' Internationale des Femmes. Riccardo Venturi's Italian version of the Internationale des Femmes. In piedi, per il pane e le rose! Non vogliam più solo essere madri, vogliamo un altro destino.

Del passato facciam tabula rasa e tutte insieme marciamo, marciamo! Perché il mondo cambi dalle fondamenta è nelle strade che noi scenderemo! La marcia delle donne per un altro domani. Donne rassegnate, donne in lotta insieme possiamo vincere!

Che siamo sole, lesbiche o madri bisogna rivendicare i nostri diritti! La miseria fa tuonare la collera, aboliamo la povertà!

Le violenze sofferte dalle nostre madri noi non vogliamo più accettarle! Tutte unite, tutte solidali! Abortire non è più una barriera, è un diritto, e allora battiamoci! Isolate, sfruttate, ignorate e stuprate non saremo mai più!

Insieme più forti a partir da ora! La lotta è dalla nostra parte! La nostra oppressione è millenaria, e il capitale ci rende oppresse ancor, via stracci per le pulizie e lavori precari, uniamoci nella battaglia comune.

Proletarie dei proletari, donne schiave, in piedi, in piedi, le nostre lotte cambiano la vita intera non siamo niente, saremo tutto!

Prima di iniziare con le versioni italiane d'autore, una versione di servizio letterale dell'originale francese di Eugène Pottier. Non più servi, non più signori di Gianni Lucini Da qualche mese la gradevole collana di Elleu dedicata alle canzoni che sono state la colonna sonora di generazioni si è arricchita di un titolo inaspettato.

Nato dalla facile penna di Cesare Bermani , amante oltre che studioso della musica popolare, si legge come un romanzo ricco di tensione narrativa, anche perché non è un saggio nella accezione che comunemente si dà a questo termine. La rigorosa ricostruzione del ricercatore si accompagna al gusto del racconto. Bermani è uno storico. Non è né un critico né un contemplatore astratto della forma letteraria. Per questa ragione le vicende relative alla compilazione del testo, della scrittura melodica e della diffusione di un canto destinato a resistere alle offese del tempo e all'oblio si intersecano con la ricostruzione attenta delle epoche, delle speranze, delle vittorie, delle sconfitte e delle stesse storie di vita dei protagonisti.

Ci si emoziona di fronte alle vicissitudini di Eugène Edmée Pottier , il lavoratore poeta cui dobbiamo il testo originario francese e, a volte, si finisce per sorridere di fronte ai meschini tentativi di sottrarre a Pierre Degeyter la primogenitura della scrittura musicale.

Bermani accompagna il lettore nelle fortune e nelle sfortune del canto dalla prima diffusione limitata al territorio francese, al suo ingresso trionfale nei congressi socialisti e operai di tutto il mondo fino alla sua consacrazione, dopo la Rivoluzione d' ottobre, quale inno della neonata Unione delle repubbliche socialiste sovietiche.

Momenti di gloria e periodi di apparente declino si alternano attraversando, oltre alle vicende del movimento operaio, anarchico, socialista e comunista, anche la vita di grandi protagonisti della musica e della cultura.

Un intero capitolo è dedicato all'amore di Arturo Toscanini per quelle note tanto da introdurle in una sua personalissima rielaborazione del verdiano Inno delle nazioni. Un altro alla contrastata vicenda della versione riscritta da Franco Fortini , bocciata e corretta da Lotta continua e finita per lungo tempo nel dimenticatoio tanto che solo negli ultimi anni è stata registrata su disco da Ivan Della Mea. Il lungo viaggio sulle onde della canzone termina con una chiusa finale che non cela un sottile pessimismo.

Ma in qualunque storia del Novecento sarà impossibile dimenticarla. Per l'amicizia e la stima che nutriamo per Cesare Bermani ci permettiamo di non essere in sintonia con il pessimismo finale senza per questo cambiare di una virgola il giudizio positivo sul lavoro.

A voler cercare il pelo nell'uovo nel volumetto manca ancora un capitolo, forse poco interessante dal punto di vista storico, ma determinante se si vuole ragionare sul destino futuro de "L'Internazionale". E' il rapporto con le altre forme dell'arte e della musica popolare, a partire soprattutto dal rock, costellato da episodi interessanti non solo dal punto artistico. E' forse in questo rapporto che il canto di Degeyter negli ultimi anni ha cominciato a trovare nuove scintille d'immortalità.

Del passato facciam tabula rasa, Folle, schiavi, in piedi! Il mondo sta cambiando base, Non siamo niente, saremo tutto! Non ci son supremi salvatori, Né Dio, né Cesare, né tribuno, Chi produce si salvi da solo, Decretiamo la salute comune. Lo stato opprime e la legge imbroglia, Le tasse dissanguano lo sventurato; Nessun dovere è imposto al ricco, Il diritto per i poveri è una parola vuota.

Basta languir nella tutela! Orrendi nella loro apoteosi I re della miniera e della ferrovia Hanno mai fatto altra cosa Che derubare il lavoro? I re ci hanno ubriacato di fumo! Pace tra noi, guerra ai tiranni! Mettiamo lo sciopero negli eserciti, Cannone puntato in aria e rompiamo i ranghi! Se si ostinano, questi cannibali A far di noi degli eroi Sapranno presto che le nostre pallottole Son per i nostri generali! Operai contadini, noi siamo Il gran partito dei lavoratori, La terra appartiene solo agli uomini, Il fannullone sloggerà!

Quanto si nutrono della nostra carne, Ma se i corvi e gli avvoltoi Un mattino scompariranno Il sole brillerà per sempre! La traduzione italiana fu il risultato di un concorso indetto dal giornale satirico "L'Asino" sul quale venne pubblicata il 13 ottobre Vinse il testo firmato "E. Bergeret" pseudonimo di Ettore Mazzoni, che fu poi direttore del "Resto del Carlino", allora considerato un giornale di sinistra per le sue posizioni mazziniane e repubblicane; ma un'altra ipotesi parla di Umberto Zanni come effettivo autore della versione.

The author of this version, E. Bergeret pen-name of Ettore Mazzoni or, according to others, Umberto Zanni , was the winner of a special contest called by the satirical magazine "L'Asino" "The Donkey" for an Italian translation of the song; the Italian "Internationale" was first published on October 13th, Ettore Mazzoni, an outstanding journalist, became later the chief editor of the Bologna newspaper "Il Resto del Carlino", which was considered at that time as left-wing for its republican views.

Durante una piccola conversazione personale con Ivan Della Mea riguardo alla vera origine della versione italiana classica dell'Internazionale, è venuta fuori questa interessantissima storia che sintetizzo. Bergeret" sarebbe stato un musicista francese che si sarebbe appropriato della paternità della musica dell'Internazionale, al posto di Degeyter.

L'equivoco si sarebbe tramandato in Italia fino al momento della stesura della versione "classica" del , che sarebbe comparsa erroneamente sotto il nome di "Bergeret" ignorandosene non solo il reale autore della musica, ma persino quello del testo. L'autore del testo italiano per il concorso dell' "Asino" potrebbe addirittura essersi appropriato di un testo scritto da altri, probabilmente per un'esecuzione bandistica.

Rosso un fiore in petto c'è fiorito una fede ci è nata in cuor. Noi non siamo più nell'officina, entro terra, nei campi, in mar la plebe sempre all'opra china Senza ideali in cui sperar.

Un gran stendardo al sol fiammante dinanzi a noi glorioso va, noi vogliam per esso siano infrante le catene alla libertà! Che giustizia alfin venga, vogliamo: Lottiam, lottiam, la terra sia di tutti eguale proprietà, più nessuno nei campi dia l'opra ad altri che in ozio sta. Avanti, avanti, la vittoria è nostra e nostro è l'avvenir; più civile e giusta, la storia un'altra era sta per aprir. Largo a noi, all'alta battaglia noi corriamo per l'Ideal: La versione non fu approvata "in toto" e rimaneggiata.

In fact, it is the primitive version of Fortini's Internationale , which the outstanding poet made for Lotta Continua Unceasing Struggle. This version was not entirely approved and then modified.

La forza immensa di chi vuole rovesciare la società. Nelle fabbriche, nelle campagne, nelle scuole e nei quartier la violenza degli sfruttati che questo mondo trasformerà.

Noi siam la classe di chi crede che la vera libertà la si conquista col fucile, chi scende a patti la perderà. Senza patria, senza legge e nome, da Battipaglia a Düsseldorf, siamo la tendenza generale, siamo la rivoluzion! Contro il riformismo che contratta ma che il potere non ci dà, noi siamo la classe che avanza, che il Comunismo costruirà! Uguaglianza, forza e fantasia, conoscenza e libertà, che ci fu negata dal potere, a tutti quanti apparterrà.

E' opera del grande poeta Franco Fortini , che ne scrisse diverse versioni. La seguente è l'ultima, del , scritta pochi mesi prima della morte; tutte le versioni sono state cantate e inserite in album da Ivan della Mea questa si trova nell'album "Ho male all'orologio", del Franco Fortini pseudonimo di Franco Lattes , nato a Firenze il l0 settembre , ha compiuto i suoi studi nella città natale laureandosi in lettere e in giurisprudenza.

Espulso, in seguito alle leggi razziali, dall'organizzazione universitaria fascista, dopo l'8 settembre ripara in Svizzera ed insegna all'università di Friburgo. Dal l ha svolto una molteplice attività di copywriter, consulente editoriale, traduttore e, infine, docente universitario. Ha tenuto la cattedra di Storia della Critica all' Università di Siena. È morto a Milano nel l Franco Fortini's "Internationale" [; last version] Franco Fortini pen-name of Franco Lattes was born in Florence on September 10th, and is one major Italian poet of the 20th century.

A Jew, he was graduated in both philology and law. Owing to Mussolini's racist laws of he was expelled from Italian universities and had to take refuge in Switzerland, where he taught at the University of Freiburg Fribourg. Since he has been working as copywriter, publishing advisor, translator and scholar. Franco Fortini died in Milan in Fortini's "Internationale" has many versions; all have been sung by Ivan della Mea.

Ma questo mondo non ci avrà. Noi lo distruggeremo a fondo. Questo pugno che sale questo canto che va è l'Internazionale un'altra umanità.

Questa lotta che uguale l'uomo all'uomo farà, è l'Internazionale. Fu vinta e vincerà. Noi siamo gli ultimi di un tempo che nel suo male sparirà.

Qui l'avvenire è già presente chi ha compagni non morirà. E tra di noi divideremo lavoro, amore, libertà. E insieme ci riprenderemo la parola e la verità. Noi non vogliam sperare niente.

Da continente a continente questa terra ci basterà. Testo trovato su Pino Masi. Noi siamo i proletari in lotta! Gli oppressi che hanno detto no! La forza immensa di chi vuole liberare la società! Dalle fabbriche, dalle campagne, nelle scuole e nei quartier, la coscienza degli sfruttati questo mondo trasformerà! Mi fu a suo tempo comunicata da Ivonio Sestini, testimone delle lotte operaie a Piombino e Livorno negli anni dal al A most rare Italian version of the Internationale circulating in Leghorn Livorno in the immediate postwar years, on broadsides distributed by harbour workers.

I was handed a copy of it by Ivonio Sestini, a witness of the workers' struggles in Piombino and Leghorn in the years between and Le rovine di Livorno.

Piazza Calamatta, presso il porto, giugno Avanti, al porto, al mare si va da tutta la città! Il popol vuole lavorare, e non esser mai più sfruttà. Forza, unione e organizzazione e lo sciopero general; avanti alla Rivoluzione, lottiamo pel nostro Germinal!

Da Questa pagina , dove siamo per altro citati. Innanzitutto ci risultava inaccettabile il riferimento diretto al partito proprio in apertura della prima strofa. Anche il testo di Pottier parla di partito dei lavoratori, ma in modo inequivocabilmente antiautoritario. Appare chiaro, leggendo il testo, che la concezione di partito dei lavoratori di Pottier doveva essere ben diversa dalla nostra.

Vale la pena confrontare la prima strofa della versione del con quella italiana del In apertura del canto Pottier non parla di partito né di colori simbolici, ma di gente che lavora e tuttavia soffre una miseria insopportabile. Non si rivolge ai compagni, ma agli schiavi del lavoro, incitandoli alla giusta ribellione: A partire da queste riflessioni sulla prima strofa abbiamo scritto la nostra versione, ritornando alla fonti che sentivamo più vicine al nostro pensiero: Riproponiamo qui il testo di Pottier seguito dalla nostra proposta.

Avanti dannati ed oppressi nel cuore tuona la ragion diseguaglianza e sfruttamento col passato cancelliam L'Anarchia sarà emancipazione dallo Stato e schiavitù al vento bandiere rossonere fratellanza e nulla più. Tutti uniti lottiamo il nostro fine sarà la rivoluzione sociale per l'intera umanità Tutti uniti lottiamo il nostro fine sarà la rivoluzione sociale per l'intera umanità Mai più ne' salvatori supremi ne' dio ne' re ne' capo alcun la società autoorganizzata ed il libero pensier Pace a noi guerra ai tiranni Fuoco e piombo ai general siamo nulla e saremo tutto nell'internazional Tutti uniti lottiamo il nostro fine sarà la rivoluzione sociale per l'intera umanità Tutti uniti lottiamo il nostro fine sarà la rivoluzione sociale per l'intera umanità!

As for the Italian versions of the "Internationale", special reference should be made to the astounding progressive rock version played by AreA in E' probabilmente opera di Santo Catanuto stesso. The rhyming Italian version, consistent with the original French lyrics, included by Santo Catanuto and Franco Schirone in: Probably translated by Santo Catanuto himself.

Derelitti e senza pari, La giustizia rugge sotterra, Il tracollo non è lontan. Il passato sepolto giaccia Folla di schiavi! Il mondo sta per mutar faccia, Tutto sarà chi nulla fu! È la lotta finale! Tutti uniti, e sarà l'Internazionale l'intera umanità. Non v'han supremi protettori Né dio, né re, né capo alcun; Da noi pensiam, lavoratori A conquistare il ben comun! Se frenar vogliam la rapina Se il pensiero libero vogliam, Sofficamo noi nella fucina, Rovente è il ferro, lo battiam!

Tiranno Stato e legge infida Balzel che fino al sangue va Nessun dover al ricco è guida, Diritti il povero non ha. In tutela ci hanno conflitto, Uguaglianza altre leggi diè: Nel fasto guazzano i padroni della miniera e dell'acciar.

Cos'altro han fatto quei predoni Che sul lavoro altrui rubar? Nei forzieri va della banda Quanto l'uomo produrre suol: La borghesia ci ha massacrati Sia guerra a lei, fra noi non più! In sciopero ancor noi, soldati! Scuotiam la dura servitù! E se l'ordin riceveremo Contro i fratelli disparar, Ai cannibali insegneremo La vita umana a rispettar! Siamo noi, coloni ed operai, Il gran partito del lavor. Ma un bel mattino se avverrà Che fuggan corvi ed avvoltoi, Per sempre il sole splenderà!

Qui di seguito la riproponiamo per confrontarla on la versione italiana firmata da 'Bergeret' che ancor oggi è diffusa e cantata. Pur non sfuggendo alla critica da parte di intellettuali non appiattiti sul comunismo di stato o sui partiti affogati nella terza internazionale e di gruppi eretici del marxismo-leninismo. Nel suo cratere tuona la ragione, È l'eruzione finale.

Il passato cancelliamo, Folla schiava, avanti, avanti! Il mondo cambierà presto le basi: Siamo nulla e sarem tutto. È la lotta finale: Uniamoci e sarà L'Internazionale La futura umanità. Niente più salvatori supremi: Il fuoco nella forgia Attizziamo da soli, Battiamo il ferro caldo. Lo Stato opprime, la legge bara; Le tasse succhiano il disfraziato; Il ricco non ha alcun dovere, e il diritto del povero è parola. L'uguaglianza vuol un'altra legge; "Nessun diritto senza il suo dovere, Nessun dovere senza il suo diritto.

Nel loro orribile trionfo Il re del trono e i re della miniera null'altro han fatto mai che rubare al lavoro: E rivolendolo indietro Il popolo vuole solo il suo. Ci ubriacano di fumo, Pace fra noi, guerra ai tiranni! Anche i soldati in sciopero! Su, rompiamo le file! E se i cannibali si ostinano A far di noi degli eroi, Presto sapran che le pallottole Son pei nostri generali.

Operai, contadini, noi siamo Il gran partito dei lavoratori; Degli uomini è la terra, L'ozioso viva altrove! La nostra carne mangiano. Ma se corvi e avvoltoi Spariscono in questi giorni, Per semple i sole risplenderà. Di Salvo Lo Galbo. Del passato, quel che rimase lo butteremo tutto giù.

Il mondo cambia dalla base, nulla sarà più come fu. È la lotta finale. La legge ipocrita e fasulla nessun dovere al ricco dà. Diritto è una parola nulla per chi muore di povertà. Le tasse ci succhiano il sangue, ci opprimono le autorità. È la miseria in cui si langue nella vostra legalità. Fusa nelle loro casseforti la ricchezza del mondo è.

Che i frutti del lavoro estorti reclami il popolo per sé! I re ubriacano la leva del fumo dei loro perché. Più ordini non si riceva! Pace tra noi, guerra ai re! E se vorrete ancora eroi da decorare alla virtù, conoscerete ora da noi come sappiam spararvi su.

Da tutto il mondo, un solo coro. E da chi vuol la nostra carne, da tutti i corvi e gli avvoltoi, sapremo il cielo liberarne. E sarà il sole su di noi. Kots, in tutto l'impero Russo vigeva ancora l'antica ortografia che fu riformata dal governo rivoluzionario nel , con l'eliminazione di tutte le lettere inutili omofone, "doppioni" ecc.

Abbiamo provato, per motivi storici, a ripristinare quello che doveva essere il testo della versione russa dell'Internazionale nell'ortografia coeva. In , when A. Kots composed the Russian version of the Internationale, Russian was still officially written with the old spelling system, which was reformed by the revolutionary cabinet by dropping "useless" letters homophones, doublets etc.

We have tried, for historical reasons, to restore the lyrics of the Russian version of the Internationale to the coeval spelling. We shall destroy the world of violence to its foundations, and then we shall build a new world. Those that were nothing shall become everything! This is our final and determined battle. With the Internationale the human race will leap up. Nobody will send us deliverance. Not God, nor Tsar, nor a hero. We shall be liberated by our own hands.

To overthrow oppression, skilled hands take back all that is good - Blow up the furnace and strike boldly while the iron is hot! Enough sucking blood, vampires. You have all authority, all the blessings of the world. But our rights - an empty sound! We shall build a different life - and here is our battle cry. All power to the workers! And all parasites their share! Nel , lo stesso Aron Kots tradusse fedelmente la versione originale francese di Eugène Pottier, completa di tutte e sei le strofe.

Le strofe 1, 2 e 6 sono naturalmente quelle della sua prima versione del , mentre le altre tre compresa la 5a strofa antimilitarista furono tradotte ex novo. La versione completa fu pubblicata nel In , Aron Kots himself faithfully translated Eugène Pottier's original French poem including all 6 verses. Verses 1, 2 and 6 are taken of course from his version, while the other three including the anti-militarist 5th verse were translated ex novo.

The complete version was published Romanized lyrics of the foregoing version according to the transcription principles used in this website. Prezrennyj vy v svoëm bogatstve, Uglja i stali koroli! Gatov [] Alternative and complete version by A.

Romanized version of the foregoing Russian version:. V Internacionale solëtsja rod ljudskoj! Narodam — mir, vojna — tiranam! Si tratta in realtà di una versione composita: The alternative version by Anatoly Zarnitsyn. It is in fact a composite version: Romanized lyrics of the foregoing version. Zakon ravenstva prav, - On govorit: Durante il Terrore staliniano molti prigionieri rinchiusi a Butyrka vennero giustiziati sommariamente. Nelle sue celle furono rinchiusi molti nomi noti, come Aleksandr Solzhenitsyn ed Evgenija Ginzburg.

La strofa è accompagnata da una traduzione inglese. Stand up, you who have eaten half a pound, Go fetch flour from the village. Take off your last shirt With your own hands. In essa la componente antimilitarista e contro la guerra è pienamente presente, ma è considerata una versione "difficile" per il tipo di linguaggio usato, assai arcaico e solenne Pete Seeger l'ha definita "totally unsingable".

Tra [parentesi quadre] vengono indicate le più comuni varianti. The anti-militarist stanza is present, but it is considered a "difficult" version because of the archaic, high-falutin language used Pete Seeger said it is "totally unsingable". The commonest variants are indicated in [square brackets]. Arise you prisoners of want!

For reason in revolt now thunders, And a better age shall dawn Now away with all your superstitions, Servile masses arise! Then come comrades rally! And the last fight let us face. The Internationale unites the human race! No saviours from on high deliver, No trust we have in prince or peer; Our own right hand the chains must shiver. Chains of hatred, greed and fear. We're tricked by laws and regulations, Our wicked masters strip us to the bone. The rich enjoy the wealth of nations, But the poor can't sell their own.

Long have we in vile bondage languished, Yet we're equal one and all No rights but duties for the vanquished We claim our rights for duties done. The kings of mines and ships and railways, Resplendent in their vulgar pride, Have plied their task to exploit always Those whose labor they've 'ere decried. Great the spoil they hold in their coffers, To be spent on themselves alone; Someday we'll seize it in spite of scoffers, And know that we have got our own. These kings defile us with their powder, We want no war within the land; Let soldiers strike for peace call louder, Lay down arms and join hand in hand.

Should these vile monsters still determine. Heroes to make us in despite, They'll know full soon the kind of vemin Our bullets hit in this lost fight. We peasants, artisans and others Enrollees among the sons of toil Let's claim the earth henceforth for brothers, Drive the indolent from the soil!

On our flesh too long has fed the raven, We've too long been the vulture's prey. But now fare well the spirit craven, The dawn brings in a brighter day! No saviors from on high deliver, No trust we have in prince or peer; Our own right hand the chains must shiver. No more tradition's chains shall bind us Arise, ye slaves, no more in thrall; The earth shall rise on new foundations We have been naught we shall be all. We want no condescending saviors to rule us from their judgement hall We workers ask not for their favors Let us consult for all.

To make the theif disgorge his booty To free the spirit from its cell We must ourselves decide our duty We must decide and do it well. The law oppresses us and tricks us, the wage slave system drains our blood; The rich are free from obligation, The laws the poor delude.

Too long we've languished in subjection, Equality has other laws; "No rights," says she "without their duties, No claims on equals without cause. Behold them seated in their glory The kings of mine and rail and soil! What have you read in all their story, But how they plundered toil?

Fruits of the workers' toil are buried In strongholds of the idle few In working for their restitution the men will only claim their due. We toilers from all fields united Join hand in hand with all who work; The earth belongs to us, the workers, No room here for the shirk. How many on our flesh have fattened! But if the norsome birds of prey Shall vanish from the sky some morning The blessed sunlight then will stay. Deriva chiaramente da quella britannica nella variante workers , con lievissime differenze, ma consta soltanto di tre strofe.

The standard Canadian English Version. Its derivation from the British English version workers variant is clear, but only three stanzas are commonly sung. For reason in revolt now thunders And at last ends the age of cant.

Away with all your superstitions Servile masses arise, arise We'll change henceforth the old tradition And spurn the dust to win the prize. So comrades, come rally And the last fight let us face!

No more deluded by reaction On tyrants only we'll make war The soldiers too will take strike action They'll break ranks and fight no more. And if those cannibals keep trying To sacrifice us to their pride They soon shall hear the bullets flying We'll shoot the generals on our own side.

No saviour from on high delivers, No faith have we in prince or peer; Our own right hand the chains must shiver Chains of hatred, greed and fear. E'er the thieves will out with their booty And give to all a happier lot. Each at the forge must do their duty And we'll strike while the iron is hot! Deriva chiaramente da quella statunitense di Charles Hope Kerr , con lievissime variazioni.

Il canto comporta solo due strofe. The standard version as sung in the Republic of South Africa where it was strictly prohibited during the Apartheid period. Its derivation from the US version by Charles Hope Kerr is clear, but only two stanzas are commonly sung. Never more traditions' chains shall bind us Arise ye toilers no more in thrall The earth shall rise on new foundations We are but naught we shall be all. Then comrades, come rally! And the last fight let us face The Internationale Unites the human race!

We want no condescending saviors To rule us from their judgment hall, We workers ask not for their favors Let us consult for all: To make the thief disgorge his booty, To free the spirit from its cell, We must ourselves decide our duty, We must decide and do it well.

Don't cling so hard to your possessions For you have nothing, if you have no rights. Let racist ignorance be ended For respect makes the empires fall Freedom is merely privilege extended Unless enjoyed by one and all. So come brothers and sisters For the struggle carries on! The Internationale Unites the world in song. So comrades come rally For this is the time and place! The international ideal Unites the human race. Let no one build walls to divide us Walls of hatred nor walls of stone Come greet the dawn and stand beside us We'll live together or we'll die alone In our world poisoned by exploitation Those who have taken, now they must give And end the vanity of nations We've one but one Earth on which to live So come brothers and sisters For the struggle carries on!

And so begins the final drama In the streets and in the fields We stand unbowed before their armour We defy their guns and shields When we fight, provoked by their aggression Let us be inspired by life and love For though they offer us concessions Change will not come from above.

Rimediamo a anni e anni di distanza, con la speranza che ne seguano altre in altre lingue: Non attaccatevi forte ai vostri averi Perché non avete nulla, se non avete diritti. Sia messa fine all'ignoranza razzista Perché il rispetto fa cadere gli imperi, La libertà è solo estensione dei privilegi Se non ne godono tutti quanti.

E allora venite, fratelli e sorelle, Perché la lotta continua! L'Internazionale Unisce il mondo nel canto. E allora, compagni, riuniamoci Perché questo è il tempo e il posto! L'ideale internazionale Unisce la razza umana. Nessuno eriga muri per dividerci, Né muri di odio, né muri di pietra Venite a salutar l'alba e stateci a fianco, Vivremo assieme, o moriremo soli. Nel nostro mondo avvelenato dallo sfruttamento Chi ha preso ora deve dare, E basta con i vani nazionalismi, Abbiamo una sola Terra sulla quale vivere E allora venite, fratelli e sorelle, Perché la lotta continua!

E allora inizia il dramma finale Nelle vie e nei campi, Non ci chiniamo ai loro mezzi corazzati, Sfidiamo le loro armi e i loro scudi Quando combattiamo, provocati dalla loro aggressione, Ispiriamoci alla vita e all'amore, Perché, anche se ci offrono concessione, Il cambiamento non verrà dall'alto E allora venite, fratelli e sorelle, Perché la lotta continua!

So comrades, come rally And the last fight let us face The Internationale unites the human race. No more deluded by reaction On tyrants only we'll make war The soldiers too will take strike action They'll break ranks and fight no more And if those cannibals keep trying To sacrifice us to their pride They soon shall hear the bullets flying We'll shoot the generals on our own side.

No saviour from on high delivers No faith have we in prince or peer Our own right hand the chains must shiver Chains of hatred, greed and fear E'er the thieves will out with their booty And give to all a happier lot. Each at the forge must do their duty And we'll strike while the iron is hot.

And if those thieves think it's their right To sacrifice us to their dream They'll see we've just begun to fight It's time to change our world regime We've got something, something to prove And everything to gain We've got nothing, nothing to lose Nothing to lose, except our chains We've got something, something to prove And everything to gain We've got nothing, nothing to lose Nothing to lose, except our chains So comrades, come rally And the last fight, let us face The Internationale Unites the human race.

We reproduce it from this page. Let us discard the past, Army of slaves, arise, arise! The world is changing at the base, We who have been nothing, let's be everything! It is the final struggle Let us gather, and tomorrow The Internationale Will be mankind! There are no supreme saviours, Neither God, nor Caesar, nor tribune. Producers, let's save ourselves! Together let's enact a common decree To force the thief to return his loot, So that the mind is set free from the prison cell!

Let us blow upon our furnace ourselves, Strike the iron while it is hot! The state strangles and the law cheats, The taxes bleed the disadvantaged in society. The rich do not shoulder any responsibility; The rights of the poor is an empty word. It is enough to decay in servitude, Equality needs other laws! No rights without duty, she says, Conversely, no duty without rights.

Hideous, in their glory, The kings of the mines and rail. They have done nothing else, But to steal others' work. In the strongboxes of this band, What we created are all in there! In working for their restitution, They only want their rightful due. The kings deceive us with their fumes, Peace among ourselves, war to the tyrants!

Let us encourage strikes in the armies, To wave their guns and disband their ranks! If they insist, those cannibals, To make heroes of us, They will soon know our bullets, Are for our own generals.

Labourers, peasants, we are The big party of workers The earth belongs only to humans The idle are going to live elsewhere How much they feast on our flesh But if the ravens and vultures Would one morning all disappear The sun would shine forever! März bis zum Von den ursprünglich sechs Strophen werden durchweg lediglich noch drei gesungen.

Sie setzte sich gegenüber konkurrierenden Versionen in den zwanziger Jahren dies letzten Jahrhunderts durch, die hier zu finden sind [ Die Fassung von Luckhardt hat viele altertümliche sprachliche Wendungen. Reinen Tisch macht mit dem Bedränger! Heer der Sklaven, wache auf!

Ein nichts zu sein, tragt es nicht länger Alles zu werden, strömt zuhauf! Völker, hört die Signale, Auf, zum letzten Gefecht! Die Internationale Erkämpft das Menschenrecht!

Es rettet uns kein höh'res Wesen kein Gott, kein Kaiser, noch Tribun Uns aus dem Elend zu erlösen können wir nur selber tun! Unmundigt nennt man uns Knechte, duldet die Schmach länger nicht!

Gewölbe, stak und fest bewehret die bergen, was man dir entzog. Dort lieft das Gut, das dir gehöret und um das man dich betrog. Ausgebeutet bist du worden! Il testo è ripreso dal forum NationalAnthems. The first German translation of the Internationale by Franz Diederich, in its 2nd version preceding anyway the publication of Emil Luckhardt's version.

The lyrics are reproduced from the forum NationalAnthems. A version by the working-class writer Rudolf Lavant , "Empor, ihr Enterbten der Erde", followed in It appeared in the first German worker-singers' newspaper "Lieder-Gemeinschaft", namely in No. As usual at that time, the lyrics were printed without sheet music.

Franz Diederich second version A second translation by Franz Diederich was published since in workers' songbooks, e. Obviously, Diederich shrank from verse 5 of the original version " This verse was also banned by the Communist Party of France by order from Moscow in , making the military unassailable.

Wir wollen neu die Welt erbauen, Sind nichts wir, lasst uns alles sein. Schon jubeln des Siegers Signale! Empor, der Tag dringt ein. Die Internationale Wird die Menschheit sein! Wir schaffen, um uns selbst zu retten, Und unsre Rettung gilt der Welt! Die Hände weg von unsrer Scheuer! Dem Geist die Fesseln ab! Wir heizen selber unser Feuer. Schlagt auf das Eisen! In Trug und Druck sind wir geschlagen. Das Blut der Adern presst der Raub. Den Reichen drückt kein Pflichtentragen.

Des Armen Recht ist arm und taub. Nun soll sich Zwang und Schmachten heben. Gleich sei der Zukunft Glücksgeschlecht! Wo Räder sausen, Öfen lodern, Ragt, was wir darbend aufgeführt.

Nun kommen wir, es heimzufordern, Und fordern nur, was uns gebührt. Nur den, der schafft, soll Glück belohnen. Hinweg, die uns am Fleische hangen! Schon scheucht die Angst sie weit und breit: Sie flattern auf in Todesbangen — O steig empor, du Sonnenzeit! Erich Weinert fu combattente antifascista tedesco durante la guerra di Spagna, nella brigata internazionale "Ernst Thälmann".

La versione fu scritta in Spagna proprio per la colonna Thälmann. The alternative and complete version by Erich Weinert []. Erich Weinert was a German anti-fascist fighter of the Spain civil war, in the international brigade "Ernst Thälmann" and composed this version specially for the Thälmann column. Vernunft bricht aus den Morgenröten. Aus Schlünden donnert sie Triumph. Es stürzt die Welt. Der Tag ist nah, denn heut sind wir die Auserlesnen.

Wir waren nichts, jetzt sind wir da! Ihr alle, ihr Völker im Verein! Die Internationale wird alle Menschheit sein! Wir wissen, dass uns glücklich mache kein Gott, kein Kaiser, kein Tribun. Genossen, unsrer Freiheit Sache kann nur in unsren Händen ruhn! Packt, bis es brüllt, das Ungeheuer, und schafft dem Geist ein freies Gleis! Wir blasen jetzt ins eigne Feuer. Staat und Gesetz gehen über Leichen. Die Steuer wird zum Massenmord. Wo gibt es Pflichten für den Reichen?

Es sprechen jetzt die Knechte, und das Gesetz der Gleichheit spricht: Nicht eine Pflicht mehr ohne Rechte und keine Rechte ohne Pflicht! Abscheulich blähn sich diese Götzen, die Herrn von Schacht und Eisenbahn. Sie machten unser Blut zu Schätzen, sie haben unser Gut vertan. Wann machen wir die Rechnung glatt? Das Volk will ja nur wiederhaben, was man dem Volk gestohlen hat. Die Herrscher machten uns betrunken. Drum werft ins Heer der Freiheit Funken!

Dann schlägt es mit dem Kolben drein. Wenn sie uns zwingen, die Barbaren, Soldat zu spielen noch einmal, wir werden unsre Kugeln sparen für unsren eignen General. Arbeiter, Bauern, kommt zum Ende! Wir sind der Schaffenden Partei! Die Welt gehört in unsre Hände. Der Reichen Schonzeit ist vorbei. Sie sogen Blut aus unsren Wunden. Erst wenn das Geiervolk verschwunden, wird unsre Welt voll Sonne sein! Ihr glückbetrog'nen Toren; Auf! Sklaven ihr der Hungerzunft!

Hört ihr's im Krater nicht rumoren? Zum Durchbruch kommt die Weltvernunft. Raumt auf mit allem morschen Plunder! Und vorwärts mit der Kraft des Stiers! Die alte Welt zerfall' wie Zunder, Wir waren nichts und jetzt sind wir's! Nun kämpft zum letzten Male! Erlöst Euch selbst aus Euren Ketten! Schaefft selbst der Allgemeinheit Wohl! Der Räuber, allzulang umfriedet, Gab endlich uns die Beute preis!

Der Staat erdrückt, Gesetz ist Schwindel! Die Steuern trägt der Arbeitsknecht. Und für das kommende Geschlecht Gilt: Die Herrschgewalt hat uns benebelt, Krieg ihnen, Frieden uns allein! In Streik sei die Armee geknebelt, Den Kolben hoch! Wenn uns zu Helden zwingen wollen Die Kannibalen, wagt das Spiel! Und dann sollen Sie selbst sein uns'rer Kugeln Ziel! Eilt geschlossen Zur Proletarierpartei!

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